Marmolada torna al Trentino. Ma il Veneto di Luca Zaia non ci sta

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 luglio 2018 6:44 | Ultimo aggiornamento: 7 luglio 2018 0:51
Marmolada torna al Trentino. Ma il Veneto di Luca Zaia non ci sta

Marmolada torna al Trentino. Ma il Veneto di Luca Zaia non ci sta (Foto Ansa)

TRENTO  – La Marmolada torna al Trentino. Dopo una disputa con il Veneto durata decenni, l’annosa questione dei confini della Regina delle Dolomiti (3.343 metri) la vede attribuire alla Provincia autonoma di Trento. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Ma Il Veneto non ci sta. E scoppia il caso.

La decisione è dell’Agenzia del Territorio di Roma, secondo cui vale quanto stabilito dal decreto del presidente della Repubblica Sandro Pertini nel 1982, e ribadito anche dal Consiglio di Stato nel ’98, con una sentenza che fissava il confine sulla linea della cresta che da Punta Rocca scende verso il Passo Fedaia.

A sollecitare il pronunciamento dell’Agenzia del Territorio erano stati, nel gennaio scorso, i Comuni di Canazei e Vigo di Fassa, assieme ai funzionari della Provincia di Trento, che avevano rivendicato la revisione dei confini catastali del massiccio della Marmolada a proprio favore e a scapito di quello di Rocca Pietore, in provincia di Belluno.

La decisione di  venerdì 6 luglio ribalta l’accordo del 2002 tra gli allora presidenti della Provincia di Trento, Lorenzo Dellai, e della Regione Veneto, Giancarlo Galan, che con la cartografia allegata modificava nei fatti i confini a favore del Veneto.

“E’ un successo per tutto il Trentino, ora si può cominciare una nuova fase”, esulta il sindaco di Canazei, Silvano Parmesani. “Se il Veneto ha compreso la decisione dell’Agenzia del Territorio – aggiunge – e accetta che i confini siano quelli definiti dal decreto Pertini, allora possiamo sederci intorno a un tavolo in maniera tranquilla avendo sgomberato uno dei temi che ci hanno diviso”.

Ma il Veneto, per bocca del suo governatore Luca Zaia, avverte: “Giù le mani dalla Marmolada, la difenderemo con le nostre unghie. Difenderemo quel confine, nel senso che riguarda gli impianti di risalita, attività economiche e identitarie che sono del Veneto”. “Questa è una partita – aggiunge Zaia – che si potrebbe risolvere con il buon senso, ma mi sembra di capire che il buon senso è stato affidato ai legali, allora continueremo con i legali”.

Chi annuncia battaglia è anche il deputato di Forza Italia Dario Bond. “Non è accettabile che un semplice procedimento amministrativo dell’Agenzia del Territorio prevarichi su una procedura legale, ancora in corso, fra Trentino e Veneto”.

La replica del presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, non si fa attendere. “I confini, quando si parla di autonomia speciale – dice – sono una cosa ancora più importante delle attività economiche, il territorio è elemento costitutivo della nostra specialità, al quale non possiamo rinunciare”. Rossi invita alla calma: “Le contrapposizioni non fanno mai bene né a una parte né all’altra, e le questioni dello sviluppo, ma anche della salvaguardia del patrimonio ambientale ‘sulla’ e ‘intorno’ alla Marmolada, possiamo affrontarle insieme”. “Siamo disponibili con buon senso e responsabilità”, conclude il governatore del Trentino.