Microplastiche in organi del corpo come polmoni, fegato, reni e milza: la brutta scoperta

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Agosto 2020 18:58 | Ultimo aggiornamento: 17 Agosto 2020 18:58
Microplastiche in organi del corpo come polmoni, fegato, reni e milza: la brutta scoperta

Microplastiche in organi del corpo come polmoni, fegato, reni e milza: la brutta scoperta (Foto Ansa)

Microplastiche in organi del corpo come polmoni, fegato, reni e milza: la scoperta choc fatta dall’Università dell’Arizona

Non solo acqua, aria, suolo e pesci: le microplastiche e nanoplastiche arrivano anche nel corpo umano, finendo per accumularsi in organi come polmoni, fegato, reni e milza.

Lo hanno scoperto i ricercatori dell’Università dell’Arizona, analizzando decine di campioni di tessuti umani.

I risultati sollevano nuovi interrogativi sulle conseguenze per la salute di questo fenomeno ancora tutto da decifrare.

“Non vogliamo essere allarmisti, ma è preoccupante che questi materiali non biodegradabili presenti ovunque possano entrare e accumularsi nei tessuti umani. E non sappiamo con quali possibili effetti sulla salute”, ha sottolineato il ricercatore Varun Kelkar.

Lo studio

Il suo gruppo ha valutato la presenza di microplastiche (inferiori ai 5 millimetri) e nanoplastiche (inferiori a 0,001 millimetri) in 47 biopsie conservate in una grande banca di tessuti insieme alle cartelle cliniche dei pazienti per studiare le malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

I campioni studiati provengono da polmoni, fegato, milza e reni. Sono questi infatti gli organi che dovrebbero essere maggiormente esposti alle microplastiche o che possono filtrarle o accumularle.

In effetti tutti i campioni sono risultati contaminati: oltre al famoso bisfenolo A, un interferente endocrino ancora presente in alcuni vecchi contenitori per alimenti, sono state trovate tracce di dozzine di altri componenti plastici, inclusi policarbonato (Pc), polietilene (Pe) e polietilene tereftalato (Pet).

Il programma

Oltre ad aver sviluppato una nuova procedura per estrarre le plastiche dai tessuti e analizzarle con la spettrometria, i ricercatori hanno creato anche un programma che permette al computer di convertire il conto delle microplastiche in massa e area di superficie.

Lo strumento sarà presto condiviso online con la comunità scientifica. Consentirà così ad altri ricercatori di riportare i risultati delle loro analisi in maniera standardizzata e più facilmente confrontabile. (Fonte: Ansa)