Milano ha cambiato clima: come ai tropici poche piogge ma bombe d’acqua e notti a 25°

di Dini Casali
Pubblicato il 10 aprile 2019 12:31 | Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2019 12:32
Milano ha cambiato clima: come ai tropici poche piogge ma bombe d'acqua e notti a 25°

Milano ha cambiato clima: come ai tropici poche piogge ma bombe d’acqua e notti a 25°

ROMA – Più verde, meno auto: è la formula per contrastare gli effetti della tropicalizzazione ormai acquista di Milano, città che si stenta ormai a definire settentrionale se dobbiamo mettere in fila le bombe d’acqua che si abbattono violente nonostante la diminuzione nella frequenza delle piogge, del numero di ondate di calore che di notte impediscono alla colonnina di mercurio di scendere sotto i 25 gradi, della scomparsa delle caratteristiche gelate notturne, della doppia se non tripla fioritura delle piante…

“Dai 13,6 gradi del trentennio 1961-1990  – spiega Maurizio Giannattasio sul Corriere della Sera citando i dati dell’Osservatorio metereologico Milano Duomo – ai 14,8 del 1989-2018: 1,2 gradi in più. Nel solo 2018 la media si è attestata oltre i 16 gradi. Passiamo alle ondate di calore dove di notte la temperatura non scende sotto i 25 gradi e di giorno supera costantemente i 30 (per almeno 48 ore). Dal 2013 al 2018, nei tre mesi di giugno-agosto, le giornate di solleone sono state 66 in zona centro, 65 alla Bovisa, 62 alla Bicocca, 49 in Città Studi e 36 a San Siro”.

Il solleone si spiega con l’aumento delle temperature, le isole di calore con la diversa concentrazione di case: la prova della causa antropica del fenomeno climatico. Dove ci sono più case e auto il caldo aumenta: “Il Comune ha voluto fare una prova empirica. Al Corvetto ha misurato la temperatura di un muro esterno di una casa: 35 gradi. L’asfalto del parcheggio sotto casa: 50 gradi. La temperatura dell’auto parcheggiata: tra i 75 e gli 80 gradi. Eliminare auto significa eliminare calore”. 

Il Comune, di concerto con la Regione, promette 20 nuovi parchi e 3 milioni di alberi da piantare nella Città metropolitana, di non costruire sfruttando altro suolo (solo gli spazi liberi trattengono il carbonio), di disincentivare  le auto private e semmai sostenere quelle elettriche.

Nel capoluogo lombardo – secondo una classifica stilata’ dal sito ‘Alla Carica. Generation Electricity’, sostenuto da un bando del Ministero dell’Ambiente per l’informazione e la sensibilizzazione dei millennials sulle smart city – l’auto elettrica privata è ferma a quota 811 (al 31 dicembre 2017) e le colonnine di ricarica sono ridotte all’osso ma raggiungeranno un migliaio entro il prossimo anno. Dal 2020, si acquisteranno solo bus elettrici. (fonte Corriere della Sera)