Mistero: il sarago sa di cartone: mare sporco, mutazione?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Agosto 2015 11:29 | Ultimo aggiornamento: 27 Agosto 2015 11:30
Mistero: il sarago sa di cartone: mare sporco, mutazione?

Mistero: il sarago sa di cartone: mare sporco, mutazione?

NAPOLI – Il mistero del sarago che sa di cartone ritorna puntuale da qualche anno: il pesce fra i più amati dalla cucina in Italia sta subendo una misteriosa mutazione e la sua carne bianchissima non è più tenera, ma, secondo le esperienze “gommosa” e “sa di cartone”.

Il mistero del sarago edizione 2015 è rilanciato dal Mattino di Napoli: Nel 2014 ne aveva scritto il sito Nextquotidiano e nel 2013 era stato il Corriere del Mezzogiorno a porre il caso. La prima menzione del sarago di cartone trovata dalla nostra ricerca è però sul sito di Giorgio Dapiran dove già nel 2011 un lettore, che si firma Matteo, si riferisce ai saraghi pescati nel Mar Ligure e chiede se ad altri è capitata l’esperienza

“di saraghi che sanno di cartone, ricordano quasi certo pesce surgelato da trattoria truffaldina. Negli ultimi cinque/sei anni mi è capitato con una certa frequenza pescando nella liguria di Levante (tra Sestri e Porto Venere), di imbattermi in questi esemplari così poco appetibili”.

Perché il sarago cambia sapore? Nessuno sembra saperlo, anche se le cause principali potrebbero essere tre:

1. riferisce Matteo sul sito di Dapiran, esprimendo molti dubbi sulla spiegazione, che vari pescatori con la canna da lui interpellati

“hanno avanzato l’ipotesi che questo stato delle carni vada associato all’inversione sessuale degli individui. Secondo la letteratura scientifica l’ermafroditismo del sarago maggiore è noto ma non è sempre così evidente. Gli individui di piccola taglia sono spesso maschi (ma sono comuni anche le femmine piccole) mentre quelli di taglia maggiore (dai 30 cm in su) sono in genere femmine. Se così fosse ci sarebbe una qualche relazione tra inversione del sesso e la taglia di quelli inappetibili (dai 30cm in su siamo sopra il mezzo kg)? Questa spiegazione mi convince molto poco.

2. tesi del Corriere del Mezzogiorno: l’inquinamento del mare, che però non è una novità e che non sembra invece avere effetti sulle altre specie di pesci;

3. stessa fonte: un cambiamento nelle abitudini alimentari dei saraghi, che vanno a nutrirsi sottocosta di molluschi e alghe che prima non mangiavano.

L’articolo del Mattino on line ha un esordio melodrammatico:

“Addio al sarago, protagonista indiscusso della cucina marinara napoletana. Addio al pesce imperatore dei più famosi ristoranti di Santa Lucia, Mergellina, Sorrento, Capri, Ischia, Procida, Bacoli, Pozzuoli. Un male oscuro minaccia la qualità del pinnuto forse più conosciuto del mondo”.

Il Mattino rilancia così un allarme già scattato nel 2013, quando il Corriere del Mezzogiorno ne parlò in un articolo ripreso nel 2014 dal sito Next, che ha scritto:

“Di fatto, il fenomeno, che si riscontra solo a cottura avvenuta, si è intensificato a partire dal 2004-2005. Le segnalazioni da parte dei pesca-sportivi – di solito i più attenti ai temi ambientali – hanno scatenato il dibattito su riviste e forum specializzati. Partendo da segnalazioni provenienti dalla Spagna, passando per Tunisia, Francia, e Grecia, il dramma si è esteso interessando la totalità delle nostre coste, e negli ultimi 2-3 anni ha raggiunto enormi dimensioni”.

Il quotidiano Next poi aggiunge che il il problema potrebbe essere legato all’inquinamento:

Il fenomeno è stato riscontrato per il 70% dei saraghi pescati nel 2013, giungendo in molti casi alla totalità del pescato nel 2014, Campania, Lazio e Liguria le regioni più colpite. Tra i pescatori, chiaramente, sono presenti biologi, veterinari ed esperti di fenomeni ambientali, anche di buon livello. Ciascuno si è interrogato e ha svolto ricerche in proprio sulla causa della patologia ( se trattasi, di:), le ipotesi sono le più disparate, lasciando perdere le più fantasiose, si va dall’eccesso di fosfati, alla presenza di mercurio e piombo, tutte, ovviamente, addebitabili all’inquinamento. Ma si pone attenzione anche ad altro. A quanto risulta, le abitudini alimentari del sarago stanno mutando, il pesce, maggiormente sottocosta mangia molluschi e alghe che prima ignorava. E c’è chi giura che il fenomeno cominci ad interessare anche altri generi ittici, vedi spigole e mormore”.