Monsanto e RNAi, arma genetica contro gli insetti: paura e speranza per l’agricoltura

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Gennaio 2014 6:00 | Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2014 10:23
Monsanto e RNAi, arma genetica contro gli insetti: paura e speranza per l’agricoltura

Monsanto e RNAi, arma genetica contro gli insetti: paura e speranza per l’agricoltura (infografica del New York Times)

NEW YORK – La Monsanto sta brevettando un’arma genetica contro gli insetti – in particolare i parassiti del mais – che potrebbe essere l’ultimo atto di una lunga guerra “agricola” iniziata con i pesticidi chimici come il DDT.

Con una tecnologia che si chiama “RNAi” che sta per “Rna interference“, “interferenza del RNA”, il brevetto sfrutta la scoperta di un premio Nobel: insetti e agenti patogeni possono essere sterminati disabilitando i loro geni.

Azzerando la sequenza genetica, che è unica per ogni specie, la RNAi promette di uccidere i parassiti senza uccidere gli insetti benefici. Sarebbe un grande passo in avanti rispetto ai vecchi pesticidi.

Ma alcuni esperti temono che la RNAi potrebbe essere letale anche per gli insetti benefici, soprattutto per gli organismi che hanno un patrimonio genetico comune ai “malefici”. E poi ci sono preoccupazioni anche per la salute umana. La polemica e le paure sulla RNAi si inseriscono nella grande querelle sull’uso delle tecniche di modificazione genetica in agricoltura.

L’Environmental Protection Agency, Agenzia federale per la protezione dell’Ambiente, dovrà decidere come procedere e sta consultando un pool di consiglieri scientifici. Sul tavolo dell’Agenzia ci sono anche le considerazioni della “Honey Bee Advisory National Board”, secondo la quale “Tentare di utilizzare questa tecnologia in questa fase in cui bisogna ancora capire i rischi potenziali, sarebbe più sconsiderato di quanto fu usare il DDT nel 1950”.

Honey Bee sta per api da miele: la RNAi interessa anche gli apicoltori perché uno dei suoi possibili utilizzi, che Monsanto sta testando, è lo sterminio di un acaro ritenuto responsabile delle morie di massa di api negli ultimi anni.

La Monsanto ha fatto domanda per l’approvazione di un tipo di mais che è geneticamente modificato per permettere l’azione della RNAi, che promette di sterminare la diabrotica del mais, uno dei più dannosi parassiti agricoli.

Come funziona la RNAi? L’interferenza del RNA è un fenomeno naturale che viene esaltato dal RNA a doppio filamento. Il DNA, che è la struttura dei geni, di solito è a doppio filamento, la famosa doppia elica. Ma RNA (sigla per Acido RiboNucleico) è un “messaggero in cellule”, di solito costituito da un singolo filamento di unità chimiche che rappresentano “le lettere” del codice genetico.

Così, quando una cellula rileva un RNA a doppio filamento, si comporta come se fosse in presenza di un virus. Si attiva un meccanismo che neutralizza qualsiasi gene che abbia una sequenza corrispondente a quella del RNA a doppio filamento.

Gli scienziati hanno capito che potevano disattivare qualsiasi gene sintetizzando un frammento di RNA a doppio filamento con una sequenza corrispondente a quel gene che intendevano disattivare.

Gli scienziati che per primi hanno scoperto questo meccanismo, Andrew Z. Fire e Craig C. Mello hanno vinto il premio Nobel 2006 per la Medicina. Con la RNAi – si pensava – si potrebbero brevettare farmaci che potrebbero disattivare geni essenziali nei virus o nei tumori, oppure quelli che contribuiscono al colesterolo alto.

Ma l’euforia iniziale si è raffreddata, perché si è subito rivelato difficile “infiltrare” RNA attraverso il flusso sanguigno nelle cellule del corpo dove è necessario. Anche se poi le ricerche sono andate avanti.

Per il momento l’efficacia della RNAi è stata testata sugli insetti. Come i coleotteri, tra i quali c’è la diabrotica del mais. Un modo per sterminarli è quello, che la Monsanto sta testando, di brevettare colture geneticamente modificate per produrre RNA a doppio filamento corrispondente a quello di un gene essenziale del parassita.

Ci sono già delle tecniche OGM che già sfruttano la RNAi per neutralizzare i geni della stessa pianta. Per esempio: la soia che produce un olio più sano e la mela “non browning”, che non diventa marrone, ovvero che non marcisce. La soia e la mela stanno per essere approvate dall’Agenzia federale. Test anche sulla papaia: la RNAi può servire per modificarne geneticamente la resistenza ai virus.

MAIS E MIELE – Ma il mais che sta brevettando la Monsanto è uno dei primi progettati specificamente per produrre un tipo di RNA a doppio filamento, per disattivare un gene, Snf7, essenziale nella diabrotica. La Monsanto spera di mettere sul mercato questo mais, che si chiama SmartStax Pro, entro la fine di questo decennio.

Inoltre la Monsanto sta sviluppando un brevetto per sterminare le erbacce resistenti a uno dei suoi più noti pesticidi “geneticamente modificati”, il Roundup. È un nuovo spray utilizza la RNAi per neutralizzare la proteina che rende le erbacce invulnerabili al Roundup.

 

 

Non solo, la Monsanto sta cercando di mettere RNA nell’acqua e nello zucchero di cui le api si nutrono per proteggerle dalla varroa, un acaro letale. Se la RNAi è diretta a una sequenza genetica che si trova solo nell’acaro, dovrebbe rivelarsi letale solo per gli acari, quando attaccano le api, senza che la RNAi danneggi le stesse api. Per questo Monsanto ha rilevato Beeologics, un’azienda che sperimenta la RNAi sulle api.

Non c’è solo la Monsanto. Nel 2012, Syngenta ha firmato un accordo per lavorare ad uno spray RNAi con Devgen, una società biotech belga, e più tardi ha comprato tutta la Devgen per circa 500 milioni di dollari.

I RISCHI DELLA RNAi – Ma alcuni scienziati invitano alla cautela. In un articolo pubblicato lo scorso anno, due entomologi del Dipartimento dell’Agricoltura hanno avvertito che, poiché i geni sono comuni a vari organismi, i pesticidi con tecnologia RNAi potrebbero danneggiare anche gli insetti “benefici”.

Uno studio dell’Università del Kentucky e dell’Università del Nebraska, ha mostrato come un RNA a doppio filamento destinato a neutralizzare un gene della diabrotica del mais abbia colpito anche un gene della coccinella, uccidendola.

Le preoccupazioni per i possibili effetti sulla salute umana sono state accentuate da uno studio condotto nel 2011 da ricercatori dell’Università di Nanchino in Cina. Frammenti di RNA prodotti naturalmente dal riso sono stati ritrovati nel sangue di persone e topi che hanno ingerito il riso e potrebbero avere effetti su un gene che regola il colesterolo. Almeno tre studi hanno successivamente contestato questi risultati.

Un documento preparato dagli scienziati dell’EPA (Environmental Protection Agency) sostiene che la tecnologia dell’interferenza del RNA presenta “problemi sulla valutazione del rischio ecologico che non sono stati ancora riscontrati nelle valutazioni per i pesticidi chimici tradizionali”.