Oasi per combattere il cambiamento climatico: il progetto della società Y Combinator

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 novembre 2018 6:52 | Ultimo aggiornamento: 14 novembre 2018 17:08
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Oasi per combattere il cambiamento climatico: il progetto della società Y Combinator

SAN FRANCISCO – Per combattere il cambiamento climatico, Y Combinator, una società di venture capital della Silicon Valley, ha proposto la realizzazione di 4,5 milioni di piccole “oasi” in tutti i deserti dove potrebbero crescere abbastanza alghe in grado di assorbire il CO2 che sta provocando il riscaldamento globale.  

Il progetto costerebbe 50 trilioni di dollari ed ha già ricevuto pareri sfavorevoli di scienziati, i quali sostengono che non sia pratico e potrebbe peggiorare la situazione.

Secondo NBC News, le cosiddette alluvioni nel deserto sono uno dei tanti progetti recentemente proposti da Y Combinator per affrontare il cambiamento climatico

Questo in particolare richiederebbe alle pompe industriali di trasportare 900 trilioni di litri d’acqua nei deserti per riempire milioni di microserbatoi da meno di mezzo ettaro.

Ognuno di questi serbatoi sarebbe, essenzialmente, una “grande piscina di vetro”, con una base e una barriera di 3 metri, dice Y Combinator.

Una volta riempito d’acqua, le alghe sarebbero coltivate per assorbire le emissioni di CO2. Il che, secondo Y Combinator, contribuirebbe a ridurre i livelli di gas serra, e potrebbe anche creare “aree abitabili”. 

“L’aggiunta di acqua desalinizzata, potrebbe irrigare l’area circostante per riprodurre la vegetazione e fornire acqua fresca alle comunità vicine”.

Queste oasi funzionerebbero in modo simile al concetto di coltivazione del fitoplancton oceanico, ma in questo caso in un ambiente relativamente controllato e, quindi, più sicuro che delle acque marine”.

Secondo Y Combinator, i 4,5 milioni di oasi artificiali potrebbero assorbire più di 41 gigatoni di anidride carbonica ma la società ammette che ci sono ancora parecchie difficoltà per realizzare il progetto, scrive il Daily Mail.

Inondare il deserto di acqua e poi mantenerla con tutta quell’evaporazione è difficile da immaginare. Alterare l’ecosistema del deserto rappresenterebbe un rischio per le specie che ci vivono e questi cambiamenti aprirebbero la porta a conseguenze impreviste sul clima locale.

“Interferire con la natura può avere conseguenze inaspettate. Un problema non si risolve sostituendolo con un altro problema”, osserva Katherine Mackey, climatologa della University of California.