Oceani bollenti, ghiaccio si scioglie più in fretta: non è Greta, ma l’ultimo rapporto Onu sul clima

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Settembre 2019 13:42 | Ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2019 20:21
Oceani più caldi, ghiacciai a rischio, l'ultimo rapporto Onu

Ghiacciaio sul Monte Bianco a rischi scioglimento (Ansa)

ROMA – Oceani sempre più caldi, ghiacciai che si sciolgono a velocità doppia, cicloni sempre più frequenti. Non è Greta stavolta a terrorizzare scettici e distratti sui cambiamenti climatici, ma il rapporto più aggiornato dell’Onu. “Gli oceani si sono riscaldati senza interruzione dal 1970 e hanno assorbito più del 90% del calore in eccesso del sistema climatico. Dal 1993, il tasso del riscaldamento dell’oceano è più che raddoppiato. Le ondate di calore marine sono raddoppiate in frequenza dal 1982 e stanno aumentando in intensità”.

Oceani sempre più caldi e cicloni

Lo scrivono i ricercatori dell’l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) nel rapporto “Oceano e criosfera in un clima che cambia”, diffuso stamani. “Assorbendo più CO2, l’oceano è stato sottoposto a un aumento della acidificazione della superficie – si legge ancora nel rapporto -. Una perdita di ossigeno è avvenuta dalla superficie fino ai 1000 metri di profondità (l’acqua più calda in superficie assorbe meno ossigeno e tende a scendere meno, portando meno ossigeno anche in profondità, n.d.r)”.

Il ghiaccio dell’Himalaya può sciogliersi entro il 2100

Significa che il mare potrebbe sollevarsi di altri 84 centimetri entro fine secolo. Che i ghiacciai perderanno in media più di un terzo della loro massa nello scenario più grave, con quello dell’Himalaya a rischio estinzione entro il 2100

“Il livello medio del mare sta salendo – scrivono i ricercatori – con una accelerazione nei decenni recenti a causa dell’aumento dei tassi di perdita di ghiacci della Groenlandia e dell’Antartide”. “Dalla metà del 20/o secolo – scrive ancora l’Ipcc – la riduzione della criosfera nell’Artico e nelle aree di alta montagna ha portato a impatti in gran parte negativi su sicurezza alimentare, risorse idriche, qualità del’acqua, mezzi di sussistenza, salute e benessere, infrastrutture, trasporti, turismo e tempo libero, specie per le popolazioni indigene”.

“Lo scioglimento dei ghiacciai e del permafrost sulla terraferma e il riscaldamento dei mari hanno modificato gli ecosistemi marini, costieri e terrestri – si legge ancora nello studio -, modificando la vegetazione e costringendo gli animali a spostarsi”. (fonte Ansa)