“Alto Adige Ogm-Free”. Galan all’attacco: “Non possono vietarli”

Pubblicato il 4 Dicembre 2010 8:54 | Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre 2010 9:33

Dalla provincia autonoma di Bolzano è arrivata la decisione: stop agli organismi geneticamente modificati, ma è subito partito all’attacco il ministro dell’agricoltura Giancarlo Galan: “Non possono vietarli”. E’ cominciato così lo scontro tra governo ed enti locali: da una parte la scelta del governo da Roma di andare avanti con gli Ogm, dall’altra quella degli altoatesini del Südtiroler Volkspartei, il Partito popolare che insieme al Pd ha la maggioranza guidata da Luis Durnwalder.

Con l’approvazione da parte del Consiglio provinciale di una specifica norma, l’utilizzo degli Ogm nella zona dell’Alto Adige (parte della Regione autonoma Trentino-Alto Adige) è stato definitivamente messo al bando. ”Si tratta di un grande risultato ha commentato l’assessore all’agricoltura Hans Berger – che mette la parola fine ad un percorso lungo e non privo di ostacoli soprattutto dal punto di vista giuridico: sino ad oggi, infatti, l’Unione Europa non aveva consentito di inserire un divieto assoluto all’utilizzo di sementi geneticamente modificati in agricoltura”.

”Ora – ha aggiunto – abbiamo invece stabilito in maniera definitiva, senza se e senza ma, e soprattutto senza alcun limite temporale, che l’Alto Adige sara’ un territorio libero dagli organismi geneticamente modificati. Tra chi si dichiarava non entusiasta del cambio di rotta – ha detto l’assessore – figurava anche il Ministro alle politiche agricole Giancarlo Galan. In Italia la competenza in materia di organismi geneticamente modificati spetta agli enti locali, e su mia iniziativa la Conferenza delle Regioni ha invitato il Ministero a seguire le direttive provenienti dall’Unione Europea”.

Per Galan la dichiarazione dell’assessore dell’agricoltura della Provincia Autonoma di Bolzano Hans Berger ”ricorda molto una campagna promozionale dal sapore turistico” e ha ricordato ”a contare sono le leggi nazionali e le normative europee”. ”Non ho mai messo in discussione la competenza delle Regioni e Province autonome sia in materia di coltivazione di piante Geneticamente Modificate, sia in materia di elaborazione delle norme di coesistenza tra le stesse e le colture convenzionali e biologiche” ha premesso Galan che però ha intenzione di affrontare il problema ”sulla base della legislazione attualmente in vigore a livello europeo e nazionale”.

Ha riferito che ”la legislazione attuale consente di vietare la coltivazione, solo se si ha motivo fondato di ritenere che un Ogm rappresenti un rischio per la salute umana e per l’ambiente”. Ma la procedura per imporre un divieto, ha argomentato Galan, necessita del supporto di dati scientifici solidi che l’Italia non possiede, anche per mancanza di attività di sperimentazione, ”in grado di dimostrare, in maniera inequivocabile, la possibile esistenza di un danno sulla salute o sull’ambiente”. ”Ecco perché  ritengo che la strada maestra, anche per imporre divieti e definire sanzioni e controlli, sia quella di definire le normative regionali sulla coesistenza, allo scopo di arrivare alla definizione di un quadro normativo chiaro in materia”.