Ogm. Giulia Maria Crespi contro Umberto Veronesi e la “mafia biotech”

di Reedazione Blitz
Pubblicato il 4 Novembre 2013 10:21 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2013 10:21
Ogm. Giulia Maria Crespi contro Umberto Veronesi: "Una mafia sostiene il biotech"

Ogm. Giulia Maria Crespi contro Umberto Veronesi: “Una mafia sostiene il biotech”

ROMA – Ogm. Giulia Maria Crespi contro Umberto Veronesi: “Una mafia sostiene il biotech”. Giulia Maria Crespi e Umberto Veronesi, milanesi illustri e amici di lunga data (lui l’ha anche operata più volte), litigano sugli Ogm. La fondatrice e presidente onoraria del Fai (Fondo ambiente italiano), nonché rampolla di una famiglia di cotonieri italiani proprietaria del Corriere della Sera delle origini, non usa mezze misure per deplorare la cultura del geneticamente modificato in agricoltura, per denunciare la pesante operazione di lobby delle multinazionali per imporne metodi e strategie anche in Italia e in un’Europa che ancora discute sul tema.

Per Umberto Veronesi la sua è una posizione anti-storica che dimentica fra l’altro come le colture Ogm sfameranno il mondo: dice no alla demonizzazione dell’Ogm e prende a simbolo il mandarancio come esempio ben riuscito di mutazione genetica positiva. Intervistata dal Corriere della Sera, Giulia Maria Crespi non fa sconti all’amico né alle varie Monsanto e Dow Chemical, paragonate addirittura a una “mafia potente”, in grado di mobilitare opinion maker e orientare l’opinione pubblica.

Tutti dimenticano che la Monsanto e la Dow Chemical, che producono Ogm, sono multinazionali Usa che durante la guerra del Vietnam produssero l’agente arancio, miscela di sostanze tossiche impiegata come defogliante per stanare i vietcong e che ha lasciato un lungo strascico di morti e invalidi tra i soldati americani. Un componente dell’agente arancio è il 2,4-D, che è ancora oggi usato come diserbante anche nei Paesi dell’Unione europea. Un ramo della Dow Chemical, la Dow Agrosciences, è interessato a produrre piante geneticamente modificate resistenti proprio al 2,4-D».

Qualcuno dirà che lei è una dietrologa…

«L’agricoltura moderna si basa sull’impiego dei nitrati come concimi, sostanze usate in Germania durante la prima guerra mondiale per fabbricare esplosivi. Inoltre gli esteri fosforici, insetticidi largamente usati oggi per la loro azione neurotossica sugli insetti, sono parenti stretti del sarin, gas nervino dichiarato arma di distruzione di massa. Si possono elencare numerosi episodi tragici dovuti all’impiego di nitrati come esplosivi. Quei nitrati che vanno a concimare le nostre piante, anche quelle transgeniche. Le piante, in un terreno irrorato di diserbante e di concimi chimici, assorbono questi veleni. Ma la pianta Ogm non muore perché ha dentro di sé la resistenza alla sostanza diserbante. Ecco i pericoli…» (Giulia Maria Crespi intervistata da Paolo Conti, Corriere della Sera).

E nemmeno l’esempio del mandarancio lo trova convincente: si tratta di un ibrido realizzato dai genetisti, da non confondere con i geni modificati. Per non parlare dei dissesti idrogeologici futuri e gli enormi guasti ambientali come la desertificazione delle foreste:

Si acquistano ettari e ettari per coltivare piante non destinate a produrre cibo per sfamare ma per fabbricare biomassa, e tutto a scapito dell’agricoltura locale. Vengono costruiti grandi bacini con dighe, perché questo tipo di agricoltura spreca tanta acqua, e ciò causa l’impoverimento delle sorgenti. Un esempio? L’enorme bacino che stanno costruendo in Etiopia, che impoverirà il Nilo a danno degli agricoltori egiziani…». (Giulia Maria Crespi intervistata da Paolo Conti, Corriere della Sera)