Ogni giorno mangiamo 5 grammi plastica, come una carta di credito

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 giugno 2019 16:44 | Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2019 16:44
plastica cibo

Ogni giorno mangiamo 5 grammi plastica, come una carta di credito

ROMA – Anche l’uomo ‘mangia’ la plastica. Se ne ingeriscono fino a 2000 minuscoli frammenti per settimana, che corrispondono a circa 5 grammi, l’equivalente in peso di una carta di credito. In media sono pari a oltre 250 grammi l’anno. A puntare il dito contro le ‘abboffate’ di microplastiche lo studio ‘No Plastic in Nature: Assessing Plastic Ingestion from Nature to People’ condotto dall’Università di Newcastle a nord di Sydney e commissionato dal Wwf, che combina i dati di oltre 50 precedenti ricerche. La maggior parte delle particelle sono sotto i 5 millimetri e vengono assunte con l’acqua che si beve sia dalla bottiglia che dal rubinetto.

La microplastica è infatti presente nelle acque di tutto il mondo partendo da quella di superficie per finire nelle falde. Frutti di mare, birra e sale sono gli alimentari con i più alti livelli registrati. “I risultati – dichiara Marco Lambertini, direttore internazionale del Wwf – segnano un importante passo avanti nel comprendere l’impatto dell’inquinamento da plastica sugli esseri umani e devono servire da campanello d’allarme per i governi”.

“Mentre le ricerche indagano sui potenziali effetti negativi sulla salute umana – aggiunge Marco Lambertini, direttore internazionale del WWF – è chiaro a tutti che si tratta di un problema globale, che può essere risolto solo affrontando le cause alla radice. Se non vogliamo plastica nel corpo, dobbiamo fermare i milioni di tonnellate di plastica che continuano a diffondersi nella natura. E’ necessaria un’azione urgente a livello di governi, di imprese e di consumatori, e un trattato globale con obiettivi globale”.

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Secondo Lambertini infine l’ingestione è solo un aspetto di una molto più ampia crisi della plastica. L’inquinamento da plastica è una grave minaccia alla fauna, non solo attraverso l’ingestione di microplastica ma anche con la distruzione di habitat. (fonte ANSA)