Ambiente

Marea nera in Cina. 60-90 mila tonnellate di petrolio finite nel Mar Giallo

La perdita di petrolio in corso in Cina è dozzine di volte più grande di quanto riferito dal governo, finanche più grande del disastro della petroliera Exxon Valdez venti anni fa, a quanto ha dichiarato a The Huffington Post l’esperto americano Rick Steiner, un ex-specialista della tutela marina dell’University of Alaska.

Il governo cinese ha riferito che 1.500 tonnellate di greggio è fuoriuscito da quando un oleodotto è esploso due settimane fa in vicinanza della città di Dalian, provocando fiamme alte 30 metri che sono durate ore nei pressi di importanti riserve strategiche di petrolio. I dati rilasciati dal governo sono stati sospesi qualche giorno dopo il disastro.

Secondo Steiner, che ha visitato la zona di Dalian in qualità di consulente per l’organizzazione Greenpeace China, da 60 mila a 90 mila tonnellate di greggio si sono riversate nel Mar Giallo. ”E’ una sciagura enorme – ha dichiarato all’Associated Press – almeno grave quanto quella della Exxon Valdez in Alaska. La marea nera si estende su almeno 1.000 km quadrati offshore”.
 
Di contro alle stime fornite da Steiner, il sindaco di Dalian ha dichiarato che la marea nera è stata ”decisamente sconfitta” e l’area interessata ripulita, secondo quanto riferisce la stampa locale.

Un funzionario del dipartimento di propaganda di Dailan ha detto di non essere al corrente delle stime di Steiner e non ha rilasciato dichiarazioni. Il funzionario, che ha solamente detto di chiamarsi Li, si è limitato a dichiarare che ”la cosa migliore è attenersi alle informazioni di fonte governativa”

Secondo dati di fonte governativa, l’esplosione dell’oleodotto è avenuta il 16 luglio dopo che gli operai hanno continuato ad iniettare una sostanza per eliminare lo zolfo dal petrolio dopo che un’autobotte aveva scaricato il suo carico

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