Ondata maltempo, neve paralizza Gerusalemme, 4 morti in Israele

Pubblicato il 15 Dicembre 2013 10:28 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2013 10:30
Gerusalemme sotto la neve

Gerusalemme sotto la neve

ISRAELE. TEL AVIV/GAZA –  Israele e nei Territori palestinesi si cominciano a contare le prime vittime della peggiore ondata di maltempo registrata nella regione da decenni. Quattro israeliani (fra cui due beduini trascinati dalle acque nel Neghev) hanno perso la vita negli ultimi due giorni in seguito alle intemperie. E quattro morti vengono segnalati anche nella Striscia di Gaza: tre di questi sono bambini di appena due-tre anni, assiderati in una casa allagata di Deir el-Balah mentre erano in attesa i soccorsi.

In Israele l’emergenza non dà tregua. Anche martedi Gerusalemme – dove alcune decine di migliaia di persone si sono ritrovate senza elettricità – resta isolata dopo che abbondanti nevicate hanno bloccato le principali arterie di accesso. Malgrado il riposo sabbatico ebraico (durante il quale di norma si bloccano i trasporti pubblici) dalla Città Santa e’ partito oggi un treno con oltre mille persone che avevano urgenza di muoversi. Mezzi blindati dell’esercito aiutano le squadre di soccorso a sgomberare la neve dalle arterie principali. Mentre nel rione arabo di Silwan, alle pendici della città vecchia, una frana provocata dalla neve ha messo in pericolo immediato la stabilita’ di una quarantina di edifici.

Dal municipio di Gerusalemme, il premier Benyamin Netanyahu e alcuni ministri cercano di affrontare la situazione di emergenza creatasi

Gerusalemme sotto la neve

Gerusalemme sotto la neve

anche in altre località: fra queste Safed (Galilea), che e’ pure isolata dal resto del mondo per la neve. Trentamila famiglie israeliane sono peraltro prive di corrente elettrica: in alcuni villaggi dove i tecnici non riescono ad agire si sta studiando lo sgombero della popolazione. Una situazione persino più grave e’ segnalata in Cisgiordania. A Ramallah ormai da due giorni il sessanta per cento delle abitazioni e’ senza corrente. E centinaia di famiglie sono state costrette a spostarsi in case di parenti risparmiat dal black out.

Problemi al sistema idrico ed elettrico pure a Betlemme, Hebron e Nablus; e le condizioni sono ancor più difficili nei campi profughi di Jalazoon, Aida, Jenin. ”Stiamo facendo tutto il possibile per alleviare i disagi alla popolazione. Polizia, vigili del fuoco e servizi di sicurezza lavorano incessantemente da giorni per riportare la situazione alla normalità”, ha detto il portavoce del governo dell’Autorità palestinese (Anp) Ihab Bassiso. Ha poi aggiunto che combustibile per il riscaldamento, per un valore di dieci milioni di dollari, e’ stato donato dal Qatar. Nella Striscia di Gaza controllata dagli islamici di Hamas – già stremata per la penuria endemica di corrente elettrica e di combustibile – il maltempo ha causato una situazione drammatica.

Intere zone sono state inondate e oltre mille famiglie costrette ad abbandonare precipitosamente le proprie abitazioni. Almeno cinquemila persone hanno trovato un riparo provvisorio nelle scuole e in uffici pubblici. Il maltempo ha danneggiato anche la rete elettrica israeliana vicina: di conseguenza l’erogazione a Gaza (già razionata) si e’ drasticamente ridotta. Nelle ultime tre giornate molti abitanti hanno avuto corrente elettrica solo per quattro ore complessive. Per gli 1,7 milioni di abitanti la vita quotidiana e’ ormai un incubo. I dirigenti di Hamas hanno rinnovato anche oggi appelli accorati alla comunità internazionale affinchè si mobiliti per Gaza.