Permafrost artico, impatti dello scioglimento più imminenti di quanto pensato

di Caterina Galloni
Pubblicato il 26 Ottobre 2019 7:08 | Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2019 18:23
Permafrost artico, impatti dello scioglimento più imminenti di quanto pensato

Ghiacciai nell’Artico (foto ANSA)

LONDRA – Nella fascia della tundra artica il permafrost si sta sciogliendo sempre più velocemente e probabilmente sta rilasciando molto più carbonio di quanto mai calcolato in precedenza. E’ quanto emerge da uno studio condotto in 12 paesi da 75 scienziati e pubblicato su Nature Climate Change.

Nella ricerca viene rilevato che i livelli di carbonio rilasciati dal permafrost sono due volte più alti di quanto si pensasse in precedenza e stanno superando la capacità delle piante della tundra di assorbirlo.

In vari siti di campi artici sono stati installati più di 100 sensori e gli scienziati hanno stimato che il permafrost sta rilasciando nell’atmosfera 1,7 miliardi di tonnellate di carbonio mentre le piante dell’Artico – che si riteneva compensassero assorbendo le emissioni in estate – sono in grado di assorbirne solo 1 miliardo.

“C’è una perdita netta”, ha detto a CBC Jocelyn Egan della Dalhousie University, uno dei 75 coautori di un articolo pubblicato su Nature Climate Change. Il fatto che non abbia riscontrato sostanziali aumenti delle emissioni di carbonio dallo scongelamento del permafrost dal 2003, non è un segnale positivo: indicherebbe che il ciclo tanto temuto, quello che vede le emissioni di carbonio portare ad un riscaldamento che a sua volta scongela ancora più permafrost, è già in atto.

La maggior parte delle proiezioni mostra che il mondo non ha rispettato i parametri di riferimento per contenere le emissioni delineati nell’Accordo di Parigi. Le proiezioni prefigurano un futuro sconcertante per un artico già in gravi difficoltà.

Secondo il National Snow and Ice Data Center, tra il 30 luglio e il 2 agosto 2019, si è sciolto circa il 90% della superficie della calotta glaciale della Groenlandia e circa 55 miliardi di tonnellate di ghiaccio si sono riversate nell’isola e nell’oceano.

Per aiutare a mitigare lo scioglimento della superficie e il successivo innalzamento del livello del mare, gli scienziati propongono soluzioni sempre più elaborate come l’uso di microsfere di vetro vuote che sparse su neve e ghiaccio, potenzierebbero la loro capacità riflettente e sarebbero in grado mantenere una bassa temperatura nonostante un’intensa luce solare.

Fonte: Daily Mail.