Popillia japonica: l’attesa nei campi coltivati del Nord-ovest del temibile parassita che viene dal Giappone

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 giugno 2019 11:47 | Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2019 11:47
Popillia japonica: l'attesa nei campi coltivati del Nord-ovest del temibile parassita che viene dal Giappone

Popillia japonica: l’attesa nei campi coltivati del Nord-ovest del temibile parassita che viene dal Giappone

ROMA – La stanno aspettando, questo è il periodo, le larve si stanno schiudendo, la calamità è in arrivo: lì dove Piemonte e Lombardia si incontrano, le risaie e i campi coltivati a perdita d’occhio stanno per essere attraversati – e colpiti, divorati, devastati – dagli esemplari adulti di Popillia japonica, un coleottero originario delle isole giappponesi.

La Popillia è un pericoloso parassita in grado di colpire tutte le specie vegetali: dai prati alle piante ornamentali, dagli alberi da frutto ai vigneti. Complici i cambiamenti climatici negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a una vera e propria esplosione di specie straniere che si diffondono nei nostri territori, dove prosperano per l’assenza di antagonisti naturali. I coltivatori si preparano, ormai sono vaccinati: allestiscono le trappole, approntano le esche, dispongono i boccioni per intrappolare gli aggressivi intrusi.

“Sono iniziati da qualche giorno gli interventi di installazione nelle zone agricole – spiega il funzionario regionale Davide Venanzio – delle reticelle nere di contenimento. Il coleottero entra in contatto con la rete della trappola e attraverso i tarsi delle zampe assorbe una microquantità di insetticida in grado in qualche giorno di provocarne il decesso. Questo dispositivo per la lotta alla Popillia sarà piazzato in 1.500 luoghi del Novarese. L’appello ai passanti è quello di non toccare le reti, non abbattere le paline che le sorreggono. A fine stagione saranno rimosse e smaltite”.

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Altre trappole sono i boccioni con una sostanza appetibile come esca, oppure delle casette gialle contenenti spore di funghi con una tossicità che abbatte solo i coleotteri. In primavera un particolare vermicello, l’hexamermis popilliae, intanto, si era nutrito del maggior numero di larve del pericoloso nemico. (fonte La Stampa)