Vivere senza auto si può? In Europa si diffonde la moda del quartiere “car free”

Pubblicato il 20 Dicembre 2010 9:23 | Ultimo aggiornamento: 20 Dicembre 2010 9:23

Vivere in un quartiere senza macchine si può, e sta anche diventando una moda. Come racconta, infatti, un’inchiesta della Repubblica, in tutta Europa si stanno sempre più diffondendo non solo isole pedonali nelle grandi città, ma veri e propri quartieri a impatto zero.

Cominciamo subito col dire che in Italia questa realtà è presumibilmente lontana. Qualche passo in avanti, comunque, si sta facendo. A cento anni dalla prima isola pedonale (quella intorno al Colosseo, realizzata dal sindaco Luigi Petroselli) un rapporto realizzato da Legambiente e Aci (Automobile club d’Italia) ci dice che ogni 100 abitanti ci sono una media di 34 metri quadrati di zone pedonali (in testa ovviamente Venezia, seguita da Verbania, Cremona e Terni sono i centri in testa alla graduatoria con più di 100 metri quadrati ogni 100 abitanti, mentre in coda troviamo città come Agrigento, Ascoli Piceno, Caserta e Rovigo.

Gli esempi, a livello europeo, però non mancano. A Vienna, ad esempio, è stato creato un quartiere “carfree”, l’Autofrei Siedlung di Nordmanngasse, area residenziale a circa 8 chilometri dal centro: niente macchine, tanti autobus, 600 famiglie che abitano lì e al momento della firma del contratto si sono impegnate a non possedere un’auto propria.

Altro esempio: in Germania, a 3 chilometri da Friburgo (città che adottò le isole pedonali già negli anni Settanta), c’è il quartiere “pedonale” più grande d’Europa. Circa 6000 abitanti in 2000 edifici, piste ciclabili, spazio limitato per i posti auto, bus e ferrovia leggera efficienti.