Referendum Valle d’Aosta, altra vittoria di Grillo: no al pirogassificatore

Pubblicato il 19 Novembre 2012 20:50 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2012 21:00

Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio ad Aosta per il referendum (Ansa)

AOSTA – I numeri lo dicono chiaramente: 94% no, 5% sì. La Valle D’Aosta volta pagina sui rifiuti, dice no al pirogassificatore quasi ultimato e soprattutto è la prima regione italiana dove diventa efficace un referendum positivo. Ma il dato politico è un altro: anche dalla piccola Val D’Aosta arriva una vittoria per Beppe Grillo e il suo Movimento a Cinque Stelle.

Perché nella Valle buona parte dei partiti (la maggioranza composta da autonomisti e Pdl) aveva chiesto agli elettori di stare a casa e non andare a votare per rendere nullo il quesito. E invece ha risposto presente il 48.92% degli aventi diritto, quota sufficiente a rendere valido il referendum che chiedeva un’affluenza minima del 45%.

Così, una volta superato il quorum, la vittoria del no al gassificatore è stata scontata. Poi sono arrivati i numeri: 94% di no al pirogassificatore contro il 5% di sì.

Ora i promotori del referendum (i movimenti di opposizione Alpe, Pd e Federazione della sinistra, associazioni ambientaliste e il Movimento 5 Stelle) otterranno, entro 10 giorni, la promulgazione della loro norma, imponendo alla Giunta regionale un brusco cambio di rotta nelle politiche di gestione dei rifiuti: è infatti in fase di conclusione la procedura di affidamento dei lavori di costruzione di un pirogassificatore, impianto di trattamento a caldo che produce combustibili gassosi impiegabili per la produzione di energia.

A sostegno della battaglia ambientalista si era mosso anche Beppe Grillo che venerdì scorso ha chiuso la campagna elettorale con un comizio-show a cui hanno partecipato 4.000 persone. Per la Valle d’Aosta è questo il secondo test di democrazia diretta con proposta di legge di iniziativa popolare. Il primo si svolse nel novembre del 2007 con cinque quesiti su materie elettorali e per la costruzione di un nuovo ospedale.

Allora fu il fronte del non voto a prevalere e il dato dell’affluenza si fermo’ al 27 per cento. Dopo i valdostani, nel 2009 ci provarono anche gli Altoatesini su materie di edilizia popolare, elettorale e sul finanziamento pubblico dell’aeroporto: il quorum (in quel caso del 40%) sfumò per un soffio (38%). Stavolta, forse anche per Grillo, è andata diversamente.