Il dossier di Greenpeace: container di rifiuti tossici sepolti nelle indagini di Ilaria Alpi

Pubblicato il 17 Giugno 2010 20:52 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2010 21:33

Ilaria Alpi

Centinaia di container seppelliti nella banchina, dialoghi intercettati sullo smaltimento di rifiuti tossici: in un dossier di Greenpeace ‘The toxic ships: the italian hub, the Mediterranean area and Africa” (“Le navi tossiche: lo snodo italiano, l’area mediterranea e l’Africa”) gli scandali su cui indagava Ilaria Alpi. Questo quanto pubblicato sul settimanale L’Espresso in edicola domani di cui è stata fornita un’anticipazione.

Nel dossier immagini “inequivocabili e inedite”: cinque fotografie scattate nel luglio 1997 durante la costruzione del porto somalo di Eel Màaan, poco a nord di Mogadiscio. “Costituiscono la prova che quella banchina non è stata realizzata, come di solito accade, utilizzando soltanto pietre o cemento. Ma fu infarcita, incredibilmente, di container”.

“Dopo tante parole, tanti sospetti sull’utilizzo dell’Africa e della Somalia come pattumiera dei Paesi industrializzati, finalmente sottoponiamo all’opinione pubblica elementi concreti”, dice Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia.

Nel dossier non solo la vicenda dei container tumulati nel porto somalo di Eel Màaan ma anche una puntuale ricostruzione dei traffici di rifiuti che hanno riguardato l’Europa e il continente africano. Soltanto tra il 1988 e il 1994, scrivono gli ambientalisti, abbiamo scoperto 94 casi di esportazione tentata o riuscita verso l’Africa di rifiuti pericolosi, il che equivale a oltre 10 milioni di tonnellate di scorie.