Sacchetti biodegradabili, in Italia irregolari due su tre

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Marzo 2015 12:34 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2015 12:34
Sacchetti biodegradabili, in Italia irregolari due su tre

Sacchetti biodegradabili, in Italia irregolari due su tre

ROMA – Sacchetti biodegradabili, la legge c’è ma in Italia sono irregolari quasi due su tre. Non è colpa delle giacenze e neppure dei negozi che quei sacchetti distribuiscono ai clienti. Spesso è una vera e propria truffa in cui anche i negozianti sono parte lesa. A rimetterci, però, sono soprattutto gli impianti di compostaggio: bastano pochi sacchetti “irregolari” per sprecare tutto il compost prodotto da un trattamento.

A raccontare il tutto è il quotidiano Il Messaggero in un lungo pezzo firmato da Valeria Arnaldi

Il trucco è nelle definizioni: biodegradabilità è ben diverso da compostabilità e sarebbe in quest’ultima il cuore della normativa. «Biodegradabile è un termine generale» spiega Giulia Gregori, responsabile pianificazione strategica Novamont spa, produttrice del Mater-Bi, materiale di origine vegetale usato per confezionare sacchetti completamente biodegradabili. «Tutto è biodegradabile, magari, però, in migliaia di anni. I prodotti a norma sono quelli che, negli ambienti di smaltimento corretto, sono degradabili in 90 giorni, ossia con i corretti trattamenti, si trasformano in humus». Le prime vittime di questo commercio illegale sono, spesso, proprio i venditori, in particolare quelli piccoli, che si fidano della definizione biodegradabile e anche di loghi facili da contraffare.

Ma come riconoscere i sacchetti veramente biodegradabili? Con il tatto. Ancora Arnaldi:

Le buste compostabili sono diverse da quelle che non lo sono – sono più morbide, setose, non scricchiolano. Nessun peso ha, invece, la maggiore o minore resistenza che «dipende solo dalla qualità del processo di trasformazione».

In realtà, una volta tanto, in Italia c’è una legge all’avanguardia in materia. Farla applicare è però altra cosa. 

Le sanzioni ci sono e sono salate. Si va da 2500 euro fino al picco di 100mila per quantità ingenti di sacchetti. Il problema è nella non piena applicazione delle norme. «Gli studi scientifici sono chiari: 2/3 dei prodotti sul mercato ancora non sono conformi. Il mercato delle shopper in Italia si aggira intorno alle 90mila tonnellate di buste». La percentuale di sacchetti illegali può provocare danni consistenti durante il compostaggio. «Negli impianti, la presenza di materiali non a norma può contaminare l’intero compost, rendendolo inutilizzabile».