Sardegna “a rischio desertificazione”. Massimo Gargano (Anbi): “Serve sfida infrastrutturale”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Ottobre 2019 11:31 | Ultimo aggiornamento: 19 Ottobre 2019 11:31
Sardegna "a rischio desertificazione". Massimo Gargano (Anbi): "Serve sfida infrastrutturale"

Una spiaggia in Sardegna (foto ANSA)

ROMA – “La temperatura media sta aumentando, l’anno scorso di 3 gradi in più rispetto alla media degli ultimi 40 anni, cosi come aumenta la presenza di alcuni gas, in particolare dell’anidride carbonica che cresce in modo inedito: oggi abbiamo un dato mai visto prima”. Sono emersi dati allarmanti, come quelli illustrati da Pier Paolo Roggero, docente ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee all’università di Sassari, al convegno ‘Cambiamenti climatici e agricoltura resiliente’, promosso da Coldiretti Oristano ad Arborea (Oristano), comune che solo nel 2018, come ha ricordato la sindaca Manuela Pintus, ha dichiarato ben tre stati di calamità.

La Sardegna è tra le regioni a rischio desertificazione, per questo è necessaria una sfida infrastrutturale”, ha ricordato Massimo Gargano, direttore nazionale dell’Anbi, l’Associazione nazionale dei consorzi di bonifica. “Per esempio, di tutta l’acqua che cade raccogliamo solo l’11%. Cosi come bisogna pensare ad un consumo del suolo intelligente: in questa regione assistiamo ad uno spopolamento e abbandono delle zone interne, con un conseguente spostamento e pressione nelle coste”.

Sempre di più i cambiamenti climatici modificano le produzioni agricole. “Oggi in media il 25% delle annate è buono per la produzione di fieno, il 50% è in media e l’altro 25% rientra fra quelle cattive”, ha sintetizzato Roggero. “La prospettiva per i prossimi anni è che le annate cattive arrivino ad oltre il 50%. Il nuovo clima cambia l’agricoltura: le quantità, le perdite, le spese. In generale ci sono maggiori costi o minori ricavi. Comunque ogni settore e ogni territorio avrà effetti diversi. Oggi sono pochissime le aziende che ancora non hanno fatto nulla per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Ma occorre farlo in modo strategico e sinergico, mettendo insieme le competenze scientifiche, con le esperienze delle aziende e programmare insieme alla politica”.

Abbiamo la grande occasione con il nuovo programma di sviluppo rurale“, è intervenuto Luca Saba, direttore di Colrdiretti Sardegna, “ma serve programmare, avere un orizzonte su cui indirizzare la politica agricola e di conseguenza anche i fondi comunitari”.

“I fondi ci sono ma purtroppo mancano i dati e l’elaborazione politica, che va programmata per tempo”, ha osservato Alfonso Orefice, consulente Coldiretti Sardegna per il Piano di sviluppo rurale, “per arrivare preparati, pena la presentazione frettolosa e disorganica di programmi attinti da esperienze pregresse e quindi non adeguate alle nuove sfide”.

“Dobbiamo ragionare a lungo termine e utilizzare i fondi del Psr oculatamente e intelligentemente, infrastrutturando il territorio e garantendo la crescita dell’agricoltura”, ha affermato Giovanni Murru, presidente di Coldiretti Oristano.

“I cambiamenti climatici”, ha assicurato l’assessore regionale all’Ambiente, Gianni Lampis, “sono nella nostra agenda politica, dove al centro c’è l’uomo custode del territorio con l’agricoltore artefice protagonista”. 

Fonte: AGI