Simonetta Giordani: “Il 2019 sarà ricordato come l’anno del sustainable new deal”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Ottobre 2019 12:41 | Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre 2019 12:41
Simonetta Giordani: "Il 2019 sarà ricordato come l’anno del sustainable new deal"

Simonetta Giordani

ROMA – “Il 2019 sarà ricordato come l’anno del sustainable new deal”. Lo sostiene Simonetta Giordani, Responsabile Sostenibilità e Affari Istituzionali Atlantia Spa che, intervistata da Blitz quotidiano spiega: “Per la prima volta un mondo senza più fondamenta ideologiche cui aggrapparsi, ormai lontano dal ‘900 appena passato, sta costruendo una identità che lo connoterà per i prossimi decenni. Tutti, nel bene e nel male, dovranno fare i conti con lo sviluppo sostenibile. E’ l’Agenda mondiale, è la priorità dei governi o la criticità (vedi l’America di Trump) cui far fronte”.

Cosa pensa della sostenibilità? 

“La marcia di Greta Thumberg ha svegliato l’Europa dal suo sonno dogmatico: la nuova Commissione ha finalmente un programma di azioni volto a dare all’Europa un ruolo guida per l’Agenda 2030 rispetto al resto del mondo. E’ stata per prima la Presidente Ursula Von Der Leyen a indicare un cambio di passo: “La nostra sfida più pressante è mantenere il nostro pianeta sano….e sfruttare appieno il potenziale dell’Europa, potenziale che è fatto dalla nostra gente, dal nostro talento, dalla nostra diversità”. Con il programma di azione portato in Parlamento ha di fatto investito ciascun Commissario del compito di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 ONU. Eppure, scorrendo il testo del suo discorso di insediamento non si trova la parola “cultura”. Troviamo invece la dignità, la civiltà, la filosofia greca, la libertà, l’indipendenza, la morale, l’equità, la condivisione, l’istruzione, la cura e persino la musica. Tante nobili declinazioni o manifestazioni alla base dell’Occidente evoluto, ma in quanto sono parte della nostra cultura . Ed proprio il significato della parola cultura che oggi è più che mai complesso, rotondo e perciò difficilmente delineabile. Ciò che è certo è che ogni azione che impronterà questo “sustainable new deal” dovrà essere pensata, costruita, condivisa, studiata, insegnata: si fa cultura per produrre cultura”.

Cosa intende per cultura sostenibile?

“La cultura è il collante dei 17 obiettivi, anche se non c’è un obiettivo interamente dedicato ad essa. Forse perché, come dimostra il discorso della Von Der Leyen, lo straordinario ruolo della cultura in sé per lo sviluppo sostenibile fa fatica a farsi spazio nelle istituzioni, nel mondo imprenditoriale e nelle comunità. Ma questo la stessa Europa lo sa e il decennio di crisi ha contribuito a far crescere nell’Unione la consapevolezza della necessità di focalizzare gli sforzi verso un’Europa dei popoli, inclusiva, consapevole delle proprie radici, ma capace di svolgere un ruolo guida in un mondo globalizzato senza che nessuno resti indietro. E così, ancor prima della nuova agenda politica, l’UE ha individuato il percorso che ciascuno Stato membro dovrà seguire per ingaggiare il variegato mondo della cultura verso uno sviluppo sostenibile. La “Nuova agenda europea per la cultura” lanciata nel 2018 fa infatti esplicito riferimento agli obiettivi ONU: La nuova agenda consente una promozione più efficace della cultura quale vettore di identità e coesione, motore di sviluppo socioeconomico e fattore che alimenta direttamente relazioni pacifiche, anche mediante i contatti interpersonali derivanti dall’istruzione e dai progetti per i giovani, con un’attenzione particolare per i paesi dell’allargamento e i Balcani occidentali. La Commissione inoltre intende utilizzare l’agenda per enfatizzare la dimensione culturale dello sviluppo sostenibile e per contribuire all’attuazione dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.”.

Quale strada deve percorrere l’Italia?

“Istituzioni, associazioni, industria creativa, comparto turistico, ma anche i singoli cittadini, devono sentirsi parte attiva di questo new deal. La scuola lo è già e i friday for future hanno contribuito a dare una forte accelerazione all’engagement di alunni e insegnanti verso gli obiettivi ONU. Mi piacerebbe che questo clima, questo coinvolgimento, questa presa in carico orgogliosa e propositiva, fossero raccolti da tutti coloro che fanno cultura, istituzioni e operatori in primis. La Cultura sostenibile è quella che aiuta le comunità a progettare un futuro, a mantenere salde radici e affrontare con entusiasmo contaminazioni e integrazioni con altri popoli”.