Ambiente

Spugne allevate per ripulire il mare

da: Corriere della Sera

Una spugna salverà il mare. Almeno quello dei porticcioli liguri. La spugna è un organismo semplice, difficile pensarla come un «animale» ma tale è e si nutre, bontà sua, filtrando batteri e particelle organiche. Funziona come un piccolo, perfetto, depuratore delle acque. Un allevamento sperimentale di spugne nel porto di Rapallo realizzato dall’ Università di Genova in collaborazione con la Lega Navale per testare la capacità anti-inquinamento di questi organismi ha dato risultati così buoni che l’ esperimento si estenderà agli altri porticcioli della riviera. «Quello di Rapallo è stato un successo – dice l’ ammiraglio Federico Biroli, delegato ligure della Lega Navale – così, autorizzati dalla sede nazionale, abbiamo messo a disposizione dell’ Università tutti i nostri pontili, in ventisei porticcioli, da Ventimiglia a La Spezia, insieme agli equipaggi e alle barche per impiantare nuovi allevamenti di spugne». L’ obiettivo è ripulire le acque dei porti turistici con l’ aiuto di quella che siamo soliti chiamare «spugna da bagno», la Spongia officinalis, una delle dieci specie commerciali del Mediterraneo. Il piccolo allevamento rapallino (si può anche chiamare «fattoria») ha dato ottimi risultati: ha una capacità di rimozione del 50 per cento della carica batterica e organica presente nell’ acqua. È calcolato che in una giornata le spugne filtrano l’ intera colonna d’ acqua che le sovrasta «catturando» batteri al di sotto dei due micron, un particolato sottilissimo. Ma le qualità non si fermano qui: le spugne svolgono anche una naturale funzione anti-floating, cioè contrastano la crescita di parassiti sulle strutture immerse del porticciolo. A condurre l’ esperimento è Roberto Pronzato, del Dipartimento tecnico ricerca e…

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