Terremoti: una nuova tecnica per localizzare le faglie e le aree a rischio

Pubblicato il 6 Luglio 2010 13:00 | Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2010 21:02

Sismologi australiani hanno scoperto una nuova maniera di localizzare i terremoti e le linee di faglia sotterranee, ricavando dati inediti dalle onde sismiche per mappare così le aree a più alto rischio. Lo scienziato dell’università nazionale di Canberra e di Geoscience Australia, David Robinson, ha sviluppato con i suoi collaboratori un nuovo modello matematico basato su registrazioni delle onde sismiche.

Nel presentare la tecnica alla Convenzione sulle Scienze della Terra in corso a Canberra, Robinson ha spiegato che il monitoraggio tradizionale si basa sulla triangolazione della località di un terremoto usando il tempo di percorrenza delle onde sismiche fino ad un certo numero di stazioni di monitoraggio. La velocità delle onde tuttavia varia notevolmente secondo il terreno e il metodo può assicurare un buon livello di precisione solo nelle aree dotate di un alto numero di stazioni di registrazione sismica, e con un raggio fra 5 e 10 km.

Questo livello di accuratezza, ha aggiunto, è sufficiente per allertare i servizi di emergenza sull’ubicazione generale di un terremoto, ma non per fornire agli scienziati le informazioni di cui necessitano per valutare bene i rischi. Robinson e i colleghi hanno sviluppato nuovi software che usano le misurazioni di una sola stazione di monitoraggio per ubicare un sisma con un’approssimazione di appena 200 metri.

Mentre il monitoraggio tradizionale usa il primo secondo circa dei segnali sismici, la nuova tecnica usa l’intera onda sismica, che puo’ durare fino a 30 secondi, usando i dati di una singola stazione. Il metodo inoltre fornisce immagini di tutti i sismi minori e delle successive scosse di assestamento, consentendo di realizzare una mappatura di ciò che avviene nel sottosuolo usando similarità nella frequenza delle onde sismiche di diversi eventi.

I dati sulla distribuzione di terremoti in una particolare area offrono un migliore quadro di dove si verifichera’ il prossimo terremoto, e le informazioni ottenute serviranno a migliorare i codici di costruzione e i calcoli delle compagnie di assicurazione, ha detto lo scienziato.