Terremoto in Puglia, per i sismologi le trivellazioni non c’entrano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 marzo 2018 16:40 | Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2018 16:40

 

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Terremoto in Puglia, per i sismologi le trivellazioni non c’entrano

ROMA – Dopo la scossa di terremoto di questa notte in Puglia, avvertita ben al di là della zona dell’epicentro, nelle acque tra Ostuni e Carovigno, in tanti hanno pensato a una correlazione con le trivellazioni in atto.

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MeteoWeb prova a fare chiarezza sulla vicenda in un lungo articolo in cui riassume l’attività estrattiva in corso (da decenni) sulla costa adriatica brindisina.

La testata online che già in passato ha pubblicato vari focus sulla sismicità, ritiene che non vi sia alcun collegamento tra i due eventi.

La vera causa dei sismi, scrive MeteoWeb,

è da ricondurre alla “Placca Adriatica”, nota anche come “Placca Apula”, una zolla della crosta terrestre piuttosto piccola, che comprende parte dal mare Ionio, dell’Adriatico e i settori settentrionale e orientale della Pianura Padana e alcune aree delle Alpi meridionali ed orientali. In effetti i sismi che fanno tremare l’Italia (e non solo ovviamente) si manifestano molto frequentemente e fanno sì che il nostro paese sia tra i paesi più sismici del mondo. Ebbene, questa placca si sta muovendo verso nord nord-ovest e contemporaneamente ruota in senso antiorario sotto la spinta della “Placca Africana”.

In termini propriamente geologici, si tratta di una parte della Placca Africana, dalla quale l’Apua si è staccata durante il Cretaceo, circa 100 milioni di anni fa: attualmente si sta muovendo al di sotto della placca che comprende parte degli Appennini e parte del Mar Mediterraneo, sta cioè andando in subduzione.

Inoltre spiega il sismologo Amato (Ingv): “E’ un processo geologico che dura da centinaia di migliaia di anni, la causa è l’allontanamento del Tirreno dall’Adriatico“. Aggiunge poi: “Le due parti si allontanano con una velocità media di circa 5 millimetri ogni anno”.