Torino, vietato fumare nei parchi e nei giardini con aree giochi per bambini

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 Agosto 2020 11:53 | Ultimo aggiornamento: 27 Agosto 2020 12:07
Torino, vietato fumare nei parchi e nei giardini con aree giochi per bambini

Torino, vietato fumare nei parchi e nei giardini con aree giochi per bambini

Stop ai fumatori nei parchi pubblici con aree giochi per bambini. La nuova ordinanza a Torino.

Vietato fumare a Torino in giardini, parchi e altre aree verdi con giochi per bambini e negli spazi attrezzati per lo svolgimento di attività sportive.

A stabilirlo è una nuova delibera dell’assessore all’Ambiente Alberto Unia. Il provvedimento approvato dalla Giunta con una modifica al Regolamento del Verde che, oltre a normare gli usi e gli interventi per spazi verdi di proprietà pubblica e privata, disciplina anche i comportamenti per i frequentatori di parchi e giardini cittadini.

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“La decisione – spiega Palazzo Civico – tiene conto della presenza, non di rado, di adulti fumatori che accompagnano i più piccoli nelle aree gioco. Viene assunta al fine di tutelare la salute dei più giovani, trasmettere messaggi corretti e favorire la socialità”.

“La legislazione nazionale, che dal 2003 ha ampliato il divieto di fumo a tutti i locali chiusi accessibili al pubblico dispone infatti la necessità di prevedere divieti finalizzati a migliorare la vivibilità anche negli ambienti aperti, al fine di salvaguardare la salute di tutti i cittadini con particolare attenzione alle fasce protette e più deboli e di favorire la convivenza”.

Inoltre, vietando in quegli spazi pubblici il consumo di sigarette, si evita che vengano gettati a terra mozziconi vicino ai giochi e che questi possano finire nelle mani dei più piccoli.

Negli ultimi mesi, il Comune ha posizionato 571 cestini nuovi “anticorvo”, dotati di piastra di copertura adatta a spegnere le sigarette. Inoltre fanno in modo che cicche e avanzi di tabacco non siano dispersi nell’ambiente.

Altri saranno installati per coprire tutto il territorio urbano. I trasgressori rischiano una sanzione amministrativa da 50 a 300 euro. (Fonte: Agi).