Scoperto un traffico di rifiuti pericolosi tra Italia e Nigeria

Pubblicato il 30 Giugno 2010 13:05 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2010 13:25

Rifiuti a Lagos

Frigoriferi, computer, televisori, auto e pneumatici sulla tratta Torino-Genova-Lagos. E’ quanto hanno appurato gli agenti del corpo forestale di Torino, denunciando a piede libero 14 persone, 10 nigeriani e quattro italiani.

in un’inchiesta condotta dai pubblici ministeri Andrea Padalino e Paola Stupino.

L’indagine, durata sei mesi e condotta dai pubblici ministeri Andrea Paladino e Paola Stupino, ha permesso di individuare tonnellate di rifiuti potenzialmente pericolosi che uscivano illecitamente dal nostro Paese.

Nodo cruciale del traffico era un’area a cielo aperto situata nella zona della Falchera a Torino, che alcuni nigeriani avevano affittato a un privato. Qui, in quattro diversi cumuli, erano stoccate delle automobili ‘radiate’, ossia senza più immatricolazione per il mercato europeo, dove il loro unico destino sarebbe stata la rottamazione, ma con possibilità di immatricolazione per quello extraeuropeo.

Proprio all’interno delle vetture venivano nascosti i rifiuti, che provenivano da tre centri di raccolta (due di Pinerolo e uno di Piscina) e da un’azienda di Beinasco, i cui titolari avevano un evidente risparmio sul costo di smaltimento legale. Le auto riempite, così, potevano essere caricate sui container e dirette al porto di Genova, dove venivano imbarcate per la Nigeria.