In Trentino al bando imballaggi e packaging inquinanti

Pubblicato il 26 Novembre 2010 3:20 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2010 21:24

È tempo di guerra all’over packaging, la sgradevole moda, dettata dalle esigenze di marketing, che ci obbliga negli acquisti di oggetti e merci a prendere anche quantità spesso spropositate di plastica, polistirolo e cartone. Gli imballaggi, certo, servono all’igiene, alla sicurezza e alla facilità del trasporto, ma soprattutto, secondo le analisi di mercato, a invogliarci a comprare un prodotto piuttosto che un altro, con buona pace dell’inquinamento e dello spreco di risorse. Tutto questo potrebbe finire presto, almeno nella Provincia autonoma di Trento. L’assessorato alle politiche di risanamento e alla gestione dei rifiuti ha infatti introdotto il marchio “Ecoacquisti Trentino” frutto di un accordo (firmato lo scorso 26 maggio) tra la Provincia e i marchi della GdO come Sait, Poli,Conad-Dao, Orvea,NaturaSi-L’Origine.

Per avere il diritto di esporre il marchio ogni esercente dovrà compiere una serie di azioni obbligatorie, come mettere a disposizione dei clienti sacchetti in tela o cartoni vuoti, vendere ricariche o prodotti sfusi, oppure acqua, vino, latte in bottiglie con vuoto a rendere, oppure impegnarsi a cedere gli alimenti prossimi alla scadenza ad associazioni benefiche. Oltre a questo, in Provincia puntano molto sull’informazione dei clienti e sopratutto del personale, che dovrà essere formato per una una corretta gestione dei rifiuti.

“Il sistema che abbiamo escogitato è a punti,- spiegano dalla Provincia- oltre alle azioni obbligatorie, ce ne sono da compiere altre, dette facoltative, ognuna delle quali porta uno o due punti. Per guadagnarsi il bollino occorre totalizzarne almeno sei”. A dare una scorsa veloce alle azioni facoltative, è facile rendersi conto che compierle o meno è questione che ha a che fare soprattutto con il buon senso. Per esempio vale due punti vendere, sfusi, oltre agli ormai diffusi detersivi anche i cereali, i legumi, il caffè o i dolci; altrettanto vale vendere almeno un modello di pannolini lavabili o prodotti a etichetta green Ecolabel.

Ben viste sono anche picccole ma importanti attenzioni come la vendita di affettati in carta a veli separabili, o di piatti, bicchieri e posate in materiale compostabile. C’è da sperare, in questi tempi di rifiuti impazziti, che la rivoluzione parta, almeno un po’, da qui, il prossimo 10 gennaio (data prevista per il via al nuovo progetto) e proprio dalla regione, il Trentino, che da un’indagine effettuata da Legambiente, risulta quella in cui con maggiore efficacia e capillarità si effettua la raccolta differenziata, che tocca il 53,4% dei rifiuti.