Uccellini accecati con aghi roventi esche vive di caccia, al buio cantano sempre

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 novembre 2014 12:10 | Ultimo aggiornamento: 9 novembre 2014 12:19
Uccellini accecati con aghi roventi esche vive di caccia, al buio cantano sempre

Uccellini in gabbia, ciechi cantano sempre per attirare le prede

MILANO – È giusto catturare gli uccelli selvatici e usarli come esca viva per richiamo di caccia? Il Governo in Italia, in base a una legge dell’Europa, ha detto di no ma la Regione Lombardia lo ritiene giusto ed è scesa in guerra contro il Governo, che pure ha diffidato i lombardi ingiungendo di interrompere la pratica.

La pratica di accecare gli uccellini per farne richiami vivi è vecchia come il mondo o quasi. Cent’anni fa lo scrittore svedese Axel Munthe, che a Capri, Anacapri, costruì una villa sulle rovine del palazzo dell’imperatore romano Tiberio, si indignava per l’abitudine italiana e i cacciatori di Capri, per vendetta, gli avvelenarono un cane:

“Per facilitare la cattura, si usavano, come esche, uccelli che facevano sentire il loro richiamo notte e giorno. Non tacevano mai, perché i loro occhi erano stati cavati con aghi arroventati, secondo una pratica diffusa all’epoca e conosciuta come abbagliamento”.

Non sembra essere cambiato molto. Gli uccellini selvatici, allodole, cesene, merli, tordo sassello, tordo bottaccio, colombacci, pavoncelle, come ha spiegato Margherita D’Amico su Repubblica, sono

“catturati, imprigionati e mutilati per attrarre nella trappola di fuoco dei cacciatori i propri simili. […] La vita di un uccello destinato a tradire involontariamente i propri simili è a ogni effetto atroce. I piccoli migratori vengono intrappolati a migliaia con apposite reti, poi rinchiusi nelle gabbiette dove trascorreranno il resto dell’esistenza deprivati di tutto.

“Spesso accecati di proposito, se non privi della vista a causa dal buio perenne dei garage e magazzini dove sono custoditi, sviluppano atrofie, ferite, malattie dovute a immobilità, mancanza di igiene, sofferenza. L’unica occasione in cui torneranno a percepire l’aria aperta, è all’inizio della stagione venatoria. Ormai privo della cognizione delle stagioni, d’istinto il prigioniero canta, scambiando l’autunno per la primavera e richiamando tragicamente a sé gli stormi di passaggio”.

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Ma la lobby dei cacciatori è fortissima. In Liguria hanno preferito dirottare su di loro i fondi che sarebbero serviti per mettere in sicurezza il territorio. In Lombardia, la Giunta regionale è scesa in guerra con lo Stato. A quanto riferisce l’Eco di Bergamo, ha stabilito di non accogliere la diffida del Governo ad annullare la delibera regionale che autorizza l’attivazione degli impianti di cattura di uccelli selvatici da utilizzare come richiami vivi.
Lo hanno comunicato il presidente della Lombardia Roberto Maroni e l’assessore all’Agricoltura Gianni Fava:

“L’eventuale annullamento violerebbe il principio dell’affidamento che l’amministrazione regionale aveva correttamente maturato nella legittimità del proprio operato, improntato alla costruzione di un percorso normativo in conformità con la Direttiva, alla prevenzione del contenzioso UE sin dal 2012 nonché alla massima trasparenza e leale collaborazione, ben prima del decreto legislativo 91/2014, con le competenti autorità statali ed europee”.