Usgs: “Terremoti aumentati col fracking in Colorado”

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 23 settembre 2014 7:24 | Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2014 0:26
Usgs: “Terremoti aumentati col fracking in Colorado”

Terremoto del 2011 in Colorado (Foto LaPresse)

DENVER – Tonnellate di acqua e sostanze chimiche che vengono iniettate nel sottosuolo per facilitare l’estrazione di petrolio e gas naturale. Questo è il fracking, la tecnica di estrazione usata dalle compagni petrolifere. Una tecnica discussa, ritenuta secondo le teorie dei geologi alla base degli aumenti di attività sismica nelle zone in cui è praticata. Una teoria che trova la sua conferma, spiega lo studio dello U.S. Geological Service americano, in Oklahoma, New Mexico e Colorado, dove i terremoti sono aumentati in numero e in intensità in pochi anni.

L’immissione di acqua, sabbia e agenti chimici nel sottosuolo destabilizza l’equilibrio, una condizione che sembra ormai innegabile. Basti pensare, fa notare lo studio condotto da Justin Rubinstein dell’Usgs di Menlo Park, in California, che nella zona del Raton Basin c’è stato un solo terremoto di magnitudo oltre 4 tra il 1967 e il 2001, mentre con l’inizio dell’attività di estrazione nella zona i terremoti tra il 1999 e il 2001 sono aumentati esponenzialmente: 16 scosse di magnitudo oltre 3.8 solo nel 2001.

Una vera e propria escalation di fenomeni sismici che ha raggiunto il suo culmine il 23 agosto 2011, quando la terra a Trinidad, in Colorado, si scatenò con un terremoto di magnitudo 5.3 che ha causato ingenti danni e che è arrivato dopo due ingenti iniezioni di acqua nel sottosuolo a distanza ravvicinata.

La correlazione tra terremoti e fracking nella Raton Basin, secondo lo studio pubblicato sulla rivista Bulletin of the Seismological Society of America il 15 settembre, è innegabile sia in termini di numero di fenomeni che di intensità, ma Rubinstein ha comunque sottolineato che non tutti i terremoti registrati sono imputabili al fracking, ma l’aumento del numero di fenomeni è un indice dell’impatto che l’immissione di acqua nel sottosuolo ha avuto, spiega:

“Nonostante vi siano considerevoli evidenze che mostrino come la sismicità nella Raton Basin sia aumentata dopo le iniezioni di acqua nel sottosuolo, è davvero difficile definire se il singolo terremoto sia il frutto di una naturale attività sismica oppure no. Uno studio a lungo termine, con una maggiore copertura di dati, potrà permetterci di stabilire al meglio la relazione tra i terremoti e il fracking”.