Valpredina, caprioli feriti da falciatrici: i cuccioli rischiano la vita

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Giugno 2014 8:42 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2014 8:42
Valpredina, caprioli feriti da falciatrici: i cuccioli rischiano la vita

Valpredina, caprioli feriti da falciatrici: i cuccioli rischiano la vita

BERGAMO –  Sono tre i cuccioli di capriolo arrivati all’Oasi del Wwf di Valpredina con le zampe ferite dalle lame delle falciatrici. Il fenomeno, spiega il personale della Riserva naturale, si ripete ogni anno e i rischi per i caprioli sono molti.

Enzo Mauri, direttore della Riserva Naturale Sic Valpredina-Misma, ha spiegato all’Eco di Bergamo:

“«In due giorni sono già arrivati tre esemplari di piccoli da Clanezzo, Brembilla e Gazzaniga con ferite da taglio o con gli arti amputati. Questi animali appena nati, nel loro primo mese di vita non sono in grado di fuggire in caso di pericolo o disturbo. Rimangono immobili nell’erba alta, in aree a prato poste ai margini del bosco»”.

Accucciati nel prato, i piccoli caprioli non sono visibili a chi guida un mezzo meccanico. Mauri offre una soluzione:

“«È sufficiente che il giorno prima dello sfalcio vengano posizionate, ai lati dell’area da sfalciare, alcune strisce colorate che la madre avverta come pericolo, mantenendosi fuori dall’area. Se non si ha tempo di prevedere in anticipo lo sfalcio basta iniziare dal centro del prato verso l’esterno, in questo modo gli animali avranno la possibilità di mettersi in salvo scappando verso il bosco. Oppure si può porre su alcune bacchette delle catenelle che cadano davanti alla lama e possano quindi spaventare il capriolo mettendolo in fuga. Sono indicazioni normalmente seguite in zone come l’Alto Adige dove gli ungulati vengono tutelati maggiormente, anche perché risorsa economica»”.