Norma ‘ammazza blog’, leggi sul copyright dell’Agcom: bavaglio al web?

Pubblicato il 26 Settembre 2011 14:26 | Ultimo aggiornamento: 26 Settembre 2011 14:48

ROMA – Legge “anti-Amazon”, norma “ammazza blog”, regolamento del diritto d’autore e ddl Cementero-Versace: questi sono i nemici giurati del web, approvati, o in via di approvazione, che, stando alle proteste, minano la libertà d’espressione e inseriscono norme sul copyright più severe, con pesanti sanzioni da pagare.

La legge Levi, nota come “legge anti-Amazon”, è entrata in vigore lo scorso 1 settembre e fissa il tetto massimo di sconto sui libri al 15 per cento, con un danno ai siti internet come Amazon che in rete ha sempre offerto sconti vantaggiosi e decisamente superiori ai suoi utenti.

L’Agcom ha poi redatto lo schema di regolamento del diritto d’autore sul web, che attende ora il parere della Commissione europea e della Wipo, sezione dell’Onu che si occupa della tutela delle proprietà intellettuali, e che sarà pronto il prossimo novembre. Il garante per le comunicazioni potrà infliggere sanzioni fino a 250 mila euro ai siti che linkano od ospitano materiale che viola il copyright, tranne per i siti che non presentano fini di lucro.

Anche sul ddl intercettazioni, tornato all’ordine del giorno, il governo minaccia nuove restrizioni, senza trascurare fattispecie di reato ascrivibili al web: la norma anti blog al comma 29, che prevede l’obbligo di rettifica previsto dalla legge sulla stampa per tutti i siti informatici e non solo per i periodici online è la più controversa. I proprietari di qualunque blog saranno dunque obbligati a pubblicare (postare) entro 48 ore dalla segnalazione, eventuali rettifiche, pena 12.500 euro di sanzione. Per la segnalazione di rettifica sarà sufficiente una e-mail.

Altra proposta di legge che minerebbe la libertà della rete è il ddl Centemero-Versace, proposto dai due deputati Pdl, per il “contrasto delle violazioni dei diritti di proprietà industriale operate mediante la rete Internet”. Il blogger e avvocato Fulvio Sarzana ha spiegato che “con la normativa odierna, a poter avvertire il provider che si deve attivare è solo l’autorità competente e l’autorità giudiziaria. Se venisse approvato il ddl Centemero-Versace a richiedere la cancellazione e la disabilitazione potrebbe essere chiunque, anche un passante per strada che non ama quel contenuto caricato sulla rete”. Per essere più chiari: prima della norma, che Michael Jackson avesse plagiato Al Bano, lo decideva un giudice che poi comminava sanzioni e risarcimenti. Adesso l’Al Bano di turno manda una mail a Michael Jackson e questo deve subito rimuovere il contenuto.  Solo dopo un giudice risolverà la controversia.

“Non c’è nessuna intenzione da parte del Garante di porsi come sceriffo del Web”, dichiara il presidente dell’autorità garante Corrado Calabrò nell’audizione al Senato, commentando i nuovi regolamenti in materia di diritto d’autore e copyright.