Aids. Topi protetti dall’Hiv grazie a un super anticorpo “navetta”

Pubblicato il 30 Novembre 2011 21:46 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2011 21:52

MILANO – Una nuova tecnica, simile alla terapia genica, permette di introdurre nell’organismo le ‘istruzioni’ per produrre un super-anticorpo che neutralizza il virus Hiv. L’hanno sperimentata con successo nei topi i biologi del California Institute of Technology (Caltech) guidati dal premio Nobel David Baltimore. I risultati, pubblicati su Nature, potrebbero aprire la strada a nuove strategie di prevenzione anche per l’uomo.

La tecnica, nota come ‘immunoprofilassi guidata da vettore’ (Vip), si basa sull’utilizzo di un piccolo virus del tutto innocuo (chiamato virus adeno-associato) che viene gia’ impiegato nella terapia genica.

Questo virus viene sfruttato come una ‘navetta’ per veicolare nell’organismo alcuni geni necessari a produrre un ‘super’ anticorpo umano, gia’ noto perche’ capace di neutralizzare il virus Hiv in provetta. Nel loro esperimento, i ricercatori californiani hanno iniettato la navetta virale con il suo prezioso carico nel muscolo della zampa dei topi: qui e’ iniziato il processo di produzione dei super-anticorpi che si sono poi diffusi in tutto l’organismo.

Una singola iniezione si e’ rivelata sufficiente per far si’ che i topi producessero per tutto il resto della loro vita un’elevata quantita’ di anticorpi. Questo scudo protettivo si e’ dimostrato molto efficace anche quando i topi sono stati esposti a dosi massicce di virus Hiv.

”Ci aspettavamo che a certe dosi gli anticorpi non fossero piu’ in grado di offrire protezione, ma questo non si e’ mai verificato, neppure quando abbiamo usato quantita’ di virus Hiv anche cento volte superiori a quelle necessarie per infettare 7 topi su 8”, spiega il ricercatore Alejandro Balazs. ”Questi livelli di esposizione usati nello studio sono molto superiori a quelli che un essere umano potrebbe sperimentare”, aggiunge.

”Se le persone dovessero rispondere come hanno fatto i topi, allora avremmo trovato un modo per contrastare la trasmissione dell’Hiv da persona a persona”, commenta David Baltimore, premiato col Nobel per la medicina nel 1975 per i suoi studi su tumori e virus. ”Si tratta ancora di un’ipotesi, quindi il prossimo passo sara’ quello di scoprire se gli umani si comportano come i topi”.