Da Putti a Calise: città per città piccoli grillini crescono

Pubblicato il 17 Aprile 2012 8:48 | Ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2012 8:48

Beppe Grillo (LaPresse)

GENOVA – Non c’è solo lui, il fondatore e “frontman” del Movimento a Cinque Stelle. Dietro a Beppe Grillo ci sono migliaia di militanti, “piccoli grillini” come li chiama Massimo Imarisio sul Corriere della Sera. Migliaia di militanti che, sondaggi alla mano, alle prossime amministrative si apprestano a fare il colpaccio.

Il “meno grillino di tutti”, citando sempre Imarisio, è a Genova, si chiama Paolo Putti, ha 43 anni e lavora come educatore in un consorzio sociale della città. Meno grillino perché, a differenza di tutti gli altri uomini a cinque stelle, Putti non è un cultore di internet. Di lui, anzi, raccontano che hanno dovuto obbligarlo ad aprire un profilo Facebook e lo stesso candidato ammette di preferire i comizi vecchio stile. Web o non web, però, Putti è l’uomo che potrebbe obbligare il favoritissimo Marco Doria, candidato del centrosinistra, ad uno scomodo ballottaggio.  I programmi dei due sono simili ma, spiega Putti, “lui è prigioniero della vecchia politica”.

Perché il cuore del pensiero dei “grillini” è tutto là, nell’odio verso quella che un altro militante, Mattia Calise che con i suoi 22 anni è il consigliere comunale più giovane d’Italia, è la “politica politicante”. Ma dietro l’antipolitica e le esternazioni di Grillo c’è anche un programma complesso, dalla No Tav all’ambiente, fatto di 120 punti. “Ho cominciato a 15 anni – spiega Calise – guardando un video di Beppe. M5S non è il suo partito, è un contenitore, un movimento virale. Siamo qui per restare”. Il principio è stato l’oramai famoso “Vaffanculo Day” dell’8 settembre del 2007.

Grillini attivi e inquieti anche in Emilia Romagna dove Massimo Bugnani, capogruppo dei tre consiglieri di Bologna spiega: “Ci accusano spesso di violenza verbale tra di noi e verso i nostri oppositori. Ma credo che sia una conseguenza del nostro principale strumento di comunicazione. La Rete è una piazza libera che spesso fa perdere i freni inibitori”.

Al sud, invece, il Movimento a Cinque Stelle fa ancora fatica. Ma nella Palermo dove il Pd è inciampato nel caos primarie, c’è un candidato a cinque stelle, Riccardo Nuti di 30 anni, ex precario di un call center che con Grillo racconta di aver parlato una sola volta: “Credo che lui fornisca le linee guida con il blog. Non credo che Beppe possa conoscere l’inefficienza dei trasporti pubblici palermitani. Lascia fare. E io non mi sento certo un suo dipendente”.