Boom di diete senza glutine, ma 1mln di italiani sono 'falsi celiaci'

Pubblicato il 31 Marzo 2012 18:17 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2012 18:22

ROMA – In Italia e' 'boom' per le diete senza glutine, ma spesso chi si sottopone a tale regime alimentare non ne ha in realta' alcun bisogno. Ogni anno, infatti, un milione di italiani che non soffre di celiachia spende ben 35 milioni di euro per cibi senza glutine non necessari, convinto che si tratti di prodotti piu' 'sani' o che possano curare i sintomi della cosiddetta 'sensibilita' al glutine', una condizione in cui si verificano i sintomi della celiachia senza pero' nessun segno oggettivo della malattia.

Ad oggi, pero', non esistono dati scientifici certi su questa sindrome e sottoporsi a una dieta 'fai da te' di esclusione puo' essere addirittura pericoloso, perche' puo' impedire di riconoscere eventuali casi di vera celiachia.

A lanciare l'allarme sono gli esperti riuniti a Firenze per il Congresso Internazionale 'Le Nuove Frontiere della Celiachia: un Aggiornamento dalla Ricerca di Base a quella Clinica', organizzato dall'Associazione Italiana Celiachia (Aic).

Gli esperti denunciano dunque un vero e proprio 'business' delle diete senza glutine: ''Il business della falsa celiachia ha iniziato a diffondersi quando, circa un anno fa, uno studio italo-americano ha rivelato l'esistenza di una forma di sensibilita' al glutine diversa dalla celiachia, che e' pero' ancora tutta da studiare e verificare – spiega Adriano Pucci, Presidente della Fondazione Celiachia – si tratta in sostanza di una sindrome che provoca sintomi simili a quelli della celiachia, come dolori o gonfiori addominali, ma senza che siano presenti segni oggettivi riscontrabili di malattia. Ma la reale incidenza nonche' le caratteristiche della sindrome sono tutte da verificare, percio' e' opportuno che non si instauri una 'moda' e si stia alla larga dal sensazionalismo''.

Inoltre, ''l'errata convinzione che la dieta senza glutine sia benefica per tutti, porta all'idea che la stessa celiachia sia una condizione alimentare scelta dal consumatore – osserva la Presidente Aic, Elisabetta Tosi – anche l'Europa sta mettendo in dubbio che la celiachia meriti una regolamentazione specifica, tentando di smantellare la normativa che garantisce la sicurezza dei prodotti senza glutine dalla fine degli anni '70''.

In Italia, ricordano gli esperti, la dieta senza glutine dei celiaci e' sostenuta dal Sistema Sanitario Nazionale perche' la celiachia e' una vera e propria malattia che, senza una stretta dieta senza glutine, puo' avere serie conseguenze sulla salute che vanno dal malassorbimento di nutrienti essenziali all'infertilita', dalle malattie autoimmuni all'osteoporosi.

Celiachia e sensibilita' al glutine, sottolineano gli specialisti, sono dunque ''due entita' ben diverse e la seconda in ogni caso non sembra essere associata ad alcuno dei gravi effetti della celiachia. Soprattutto, chi si sottopone alla dieta di esclusione senza controllo medico – avvertono – va incontro a rischi elevati perche', ad esempio, salta i necessari accertamenti diagnostici per verificare l'esistenza della vera celiachia''.