Da Vendola a Vincenzi, da Salerno Genova: ma che c…aos

Pubblicato il 15 Gennaio 2011 19:36 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2011 12:41

Due notizie, una da Salerno, una da Genova: parole, promesse, liti, così la sinistra va verso le elezioni. Non fatele leggere a Berlusconi, si monterebbe troppo la testa. Leggetele e concluderete sconsolati: che c…aos.

SALERNO. Ha detto Niki Vendola, presidente della Regione Puglia e soggetto politico nazionale come presidente di Sinistra, Ecologia e Libertè: ”Sentiremo i responsabili di Sel di Salerno. Io non sono un boss catapultato da lontano che impone le sue decisioni. Bisogna discutere esattamente di quale progetto di città, di quale Salerno”.

Gli avevano chiesto lumi sulle scelte del suo partito alle prossime elezioni comunali di Salerno.

A chi gli ha chiesto invece un giudizio sul sindaco Vincenzo De Luca che si ricandiderà per la poltrona di primo cittadino alle comunali della primavera prossima, Vendola ha detto: ”E’ un giudizio complesso, fatto di grandi luci ma anche di grandi ombre”.

GENOVA. Il sindaco di Genova Marta Vincenzi ha detto che il problema del finanziamento statale agli enti lirici è nazionale e per questo i tredici sindaci presidenti di Fondazioni liriche, proprio su iniziativa di Genova, hanno denunciato congiuntamente il rischio di chiusura di tutti i Teatri.

”Ora si apre la fase due: a Genova, abbiamo concordato il contratto con il sovrintendente Giovanni Pacor fissando la scadenza a maggio 2012 per farla coincidere con quella del Sindaco. Abbiamo anche previsto che il cda scelga un responsabile di staff che sia naturalmente alle dipendenze del sovrintendente”.

L’attuale responsabile di staff, Renzo Fossati, sta per lasciare e lo fa in polemica. Intervenendo alla conferenza stampa del sindaco, ha ripercorso gli ultimi mesi di attività in Teatro. Chiamato al ruolo su indicazione di Riccardo Garrone (più noto per la Sampdoria che come petroliere, di cui  stato collaboratore alla Erg), Fossati è stato essenzialmente l’artefice della difficile contrattazione sindacale e della definizione dei contratti di solidarietà.

Ha detto Fossati: ”Ricordo, e lo faccio senza alcuna polemica, che il sovrintendente Pacor aveva rifiutato di darmi alcune deleghe come richiesto dal consiglio. Era suo diritto, dal momento che il sovrintendente è lui. Per evitare problemi e poter ugualmente procedere nel lavoro ho accettato di entrare in cda e quindi di operare dietro incarico del Consiglio stesso. Ma io non potevo farne parte perché in Consiglio entrano rappresentanti di enti e società, io rappresentavo solo me stesso. Questo Teatro ce la farà, ne sono convinto, deve tuttavia nel medio termine assestarsi in un modo diverso”.