Emozionante guardare Santoro via internet dalla Germania, pensando tristemente che tutto aiuta il mito di Berlusconi

Pubblicato il 26 Marzo 2010 9:50 | Ultimo aggiornamento: 28 Marzo 2010 10:12

Vivo per ragioni di studio in Germania, collaboro con Blitz dall’inizio, e ieri sera ho seguito dal mio computer l’emozionante esperimento di Michele Santoro.

Ieri sera è una data da ricordare per la storia della comunicazione politica in Italia. Una parte del mondo giornalistico ha reagito ad un atto di censura, un imbroglio giuridico che ha portato alla cancellazione dei programmi di informazione politica dalla Rai, ledendo il diritto di milioni italiani di essere informati. « Raiperunanotte », trasmissione speciale condotta da Michele Santoro dal Paladozza di Bologna è stata uno degli eventi più seguiti di tutti i tempi per il Web italiano (120000 accessi, ha annunciato Santoro in corso di trasmissione).

E’ stato un bello spettacolo, e non solo per la qualità degli interventi e degli ospiti (Benigni, Elio e le Storie Tese, Daniele Luttazzi, Teresa de Sio, Daniele Luttazzi insieme agli habitué Norma Rangeri, Marco Travaglio). Lo è stato soprattutto perché ha dimostrato la creatività e la capacità dell’informazione di organizzarsi per reagire ad un desolante vuoto culturale, mediatico e politico.

Non tutto, però, lascia soddisfatti dopo essere rimasti lì davanti allo schermo del computer. Sì, perché in fondo rimane la sensazione di aver assistito all’ennesima una puntata di Annozero, (sicuramente una puntata più bella e più ampia). Viene da pensare che cause nobili come quelle per cui si sono mossi gli organizzatori – un’informazione libera dalle ingerenze politica, il diritto irrinunciabili dei cittadini ad essere equamente informati – meritassero qualcosa di più che lo schema trito già visto mille volte.

Il conduttore, come una parte della sinistra italiana, crede che la lotta senza quartiere contro Berlusconi rappresenti una battaglia in nome di principi etici. L’errore, politico e intellettuale, è uno dei grandi paraocchi intellettuali della sinistra italiana e senz’altro una delle ragioni indirette della sua insufficienza programmatica.

In questo senso, nel corso della trasmissione, si è superata più volte la misura. Norma Rangeri, è riuscita a dire che la manifestazione del Pdl svoltasi a Piazza San Giovanni ricordava le adunate del fascismo (senz’altro la prima manifestazione di questo tipo i cui numeri sono sconfessati da una prefettura). Mario Monicelli ha parlato come un esponente della sinistra extraparlamentare anni 70, argomentando l’esigenza di una rivoluzione in Italia, venendo seguito e apprezzato da altri illustri ospiti.

Queste semplici citazioni rivelano la partigianeria su cui il programma e, più in generale, il metodo Santoro sono fondati. A volersi limitare ad una critica un poco fredda, verrebbe da dire che tutti questi eccessi discendano da un assioma ormai antico radicato nelle coscienze politiche : Berlusconi è il capo una dittatura strisciante si impadronisce ogni giorno di più dell’Italia.

Sebbene i tempi siano senz’altro bui, così non è. Forse lui ci aspira ad esserlo, se lo sogna di notte e anche di gorno, Ma, almeno per ora, non lo è: un dittatore il cui ricorso elettorale è respinto dal Tar o le cui leggi sono bocciate dalla Corte Costituzionale non è, semplicemente, un dittatore. Ciò non viene detto per difendere l’operato di Berlusconi, ma solo perché pare, nella situazione di oggi, che si debba continuamente ricordare che viviamo, con o senza il Cavaliere, in una democrazia e che i problemi che abbiamo in Italia, quelli veri, rimarranno anche dopo che « la dittatura strisciante » sarà finita.

La realtà è che, nonostante tutti i profeti dell’apocalisse, nonostante tutti gli illuminati, nonostante tutti gli editoriali che da quindici anni profetizzano con cadenza regolare l’imminente venuta di una dittatura, questa dittatura non è mai arrivata, e non arriverà, da parte di Berlusconi, per fatti biologici e anche politici, inclusa la vigilanza della maggior parte dei partiti, Pd in testa .

Berlusconi tiene nelle sue mani un paese da quindici anni, accentrando un potere che non è paragonabile a quello di nessun altro n

Michele Santoro: Rai per una notte

el dopoguerra. Durante questo tempo l’Italia ha continuato a fare quello che faceva da trent’anni, cioè stagnare senza direzione, senza futuro. Su questo Berlusconi deve essere giudicato. Sulla sua incapacità a migliorare il paese. Tutto il resto non è politica e non è nemmeno interessante. In fondo spettacoli come quello di Santoro contribuiscono al fatto che da anni in Italia si parli di Berlusconi, non di cose serie.

Per concludere, ieri Benigni in un breve intervento ha citato Sant Agostino. Il vescovo di Ippona avrebbe detto « La libertà, anche quando se ne fa un cattivo uso, è buona ». Forse, in questa frase à racchiuso il senso dell’evento di ieri.

Francesco Montorsi