Gianni Riotta: “Morte dei giornali? Risorgeranno coi nuovi media”

Pubblicato il 19 Gennaio 2011 11:25 | Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio 2011 11:25

Gianni Riotta

I giornali non moriranno ma in questo momento vanno difesi dal populismo e dalla mancanza di rigore. E’ questo il pensiero del direttore del Sole 24 Ore Gianni Riotta in risposta a una giovane lettrice che da grande vuole fare la giornalista e si chiede cosa dirà Riotta alla presentazione del libro «Morte e resurrezione dei giornali» di Enrico Pedemonte.

Cara Fulvia –racconta Riotta- Pedemonte era il mio capo redattore scienza quando facevo il corrispondente dell’Espresso dagli Stati Uniti. Ci occupavamo di computer, Silicon Valley, new media e high tech quando in Italia questi temi venivano “relegati” nella pagine scientifiche. Fu uno dei primi, ha formazione scientifica e sua moglie è un’informatica, a capire che il vero impatto delle tecnologie è sociale, culturale e politico.

I giornali, secondo Riotta, riusciranno a sopravvivere proprio grazie alle nuove tecnologie: la mia risposta sarà dunque Resurrezione dei giornali nei new media. Pensa solo a questo (e scusami se ti do del tu): Facebook e i social network, twitter, iPad erano diavolerie fino a pochissimo tempo fa. Ora sono uso quotidiano per tutti. Quando senti parlare di morte dei giornali, troppo spesso ci si dimentica che una democrazia non può vivere senza opinione pubblica critica, e che solo media non populisti né poco rigorosi possono formarla.

Il pericolo però, a parere di Riotta, è che questo momento di confusione scelga di essere “narrato” da un giornalismo gridato e privo di rigore ed equilibrio: occorre difendere in questa fase difficile il giornalismo di qualità, dai cialtroni e dal risentimento. Ci sono momenti in cui equanimità ed equilibrio vengono considerati fuori moda, a vantaggio di urla, slogan e fanatismo. Sei giovane ma l’Europa e l’America, a ondata periodiche, soffrono di questo trauma. Oggi chi urla, insulta e finge di indignarsi di più crede di vincerla. Non è così, fa solo danno.

Siamo, secondo il direttore del “Sole”, all’alba di una nuova era: quindi il futuro è appassionante e vicino: high tech e ideali classici, web e verità. Ti aspettiamo.