Hogan perfette firmate camorra: 600 mila paia sequestrate

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 20 Aprile 2012 15:29 | Ultimo aggiornamento: 20 Aprile 2012 20:12
Un modello di sneaker della Hogan

Un modello di sneaker della Hogan

ROMA – Le scarpe che avete ai piedi e avete pagato a caro prezzo, siete sicuri che siano originali? Averle comprate al negozio non è sinonimo di garanzia, non sono solo gli ambulanti a vendere i falsi infatti. Le scarpe che avete ai piedi, come le borse o molti altri capi d’abbigliamento, potrebbero essere false, tarocche, contraffatte. Pagate come vere ma prodotte dalla camorra.

Come rivelano le indagini svolte dalla Guardia di Finanza, le ordinanze di custodia cautelare e i sequestri, l’industria del falso è grande, radicata nel Paese e in ottima salute. Puglia, Marche, Lombardia, Campania e Liguria le regioni interessate dall’ultima indagine dei baschi verdi che si è concentrata sul marchio Hogan, sulle scarpe con l’“H”.

Ventinove misure cautelari (tre arrestati in carcere, 16 ai domiciliari, 10 con obbligo di firma), 600 mila paia di Hogan contraffate, cinque milioni di euro, 17 opifici, 21 cliché del marchio e 160 macchinari sequestrati. Falsi perfetti, con tanto di scatole, buste ed etichette. Così perfetti da non essere destinate solo al mercato degli ambulanti, ma anche ai negozi. Se poi i negozianti fossero vittime a loro volta o parte della filiera è un altro discorso. Ma la produzione dei falsi è così organizzata da potersi avvalere, nelle sue 17 fabbriche abusive, di macchinari d’ultima generazione e mano d’opera a basso costo, per lo più immigrati irregolari. Così organizzata da far presupporre che, a monte e capo di tutto, non possa non esserci la criminalità organizzata. Non è certo un caso che durante un blitz di qualche anno fa, blitz che interruppe una riunione di camorra, vennero trovati dalle forze dell’ordine modelli di scarpe e un vero e proprio catalogo merci, rigorosamente Hogan e rigorosamente di falsi. Il business è grande e certamente lucroso, troppo per essere sfuggito all’interesse dei clan.

La novità che emerge dall’ultima inchiesta non sta tanto però nella grandezza o nei modi dell’affare, né tantomeno dalla scoperta di chi ci lucra, ma soprattutto nella diffusione capillare che le merci false, e in particolare le scarpe Hogan, hanno nel territorio. Ben oltre le bancarelle degli abusivi e le spalle dei “vu’ cumpra’” sulle spiagge, e fin dentro le vetrine dei negozi dove gli ignari acquirenti pensano di comprare un capo originale.

Se sulle merci false poi si lucra quando le si vende, a pochi euro, sulle bancarelle, è facile immaginare quanto si possa lucrare vendendole nei negozi a prezzi “veri”. Cioè a quei prezzi, solitamente non bassi, per usare un eufemismo, a cui le case vendono.

Tanto perfetti i falsi, tanto uguali agli originali che chiunque si può confondere. Non è un caso forse che, nella filiera di produzione dei falsi, la finanzia abbia scovato persino un artigiano che lavora anche per la produzione delle scarpe vere, un cosiddetto “fasonista”.

L’azienda originale, almeno per ora, non ha voluto commentare. Ma occhio alle scarpe che avete ai piedi, potrebbero essere un falso.