I figli so’ piezz’ ‘e core: seggio blindato a Brescia per Bossi jr

Pubblicato il 25 Febbraio 2010 17:00 | Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2010 18:54

Renzo e Umberto Bossi

«Si dovrà presentare di fronte agli elettori  e io credo che questo sia un atto di coraggio per un ragazzo che ha poco più di 20 anni e si appresta ad affrontare la campagna elettorale. Io davanti a questa scelta mi tolgo tanto di cappello e gli faccio gli auguri». Il viceministro per le Infrastrutture Roberto Castelli aveva “benedetto” così la candidatura alle Regionali in Lombardia di Renzo Bossi, figlio del Senatur leghista Umberto.

Il rampollo del leader del Carroccio, classe 1988, è in lizza per il seggio di Brescia: esperienza politica pari a zero, una maturità conquistata a fatica al quarto tentativo, Renzo porterà avanti il buon nome di famiglia. Tutto merito del coraggio tirato in ballo da Castelli? Papà Umberto lo ha praticamente “piazzato”, gettandolo nel calderone della politica. Lo vuole portare in alto e, dato che il ‘pargolo’ dovrà guadagnarsi l’elezione con le preferenze, il Senatur ha già avviato la sua macchina organizzativa per blindare la candidatura a consigliere regionale del figlio.

Con un fax Milano-Brescia sono spariti i nomi scomodi dalla lista di chi poteva fare ombra a Bossi jr: via l’ex assessore provinciale Guido Bonomelli, il consigliere provinciale Roberto Bertelli, la vicesindaco di Salò Stefania Zambelli.

Le manovre sono state pensate ad hoc dal “supereroe” Umberto (come lo ha definito il primogenito Riccardo) e dai suoi fedelissimi, anche se contrari al principio leghista della politica porta a porta, ma si sa «i figli so’ piezz’ ‘e core».

Stella Morgana