Imu e nuovo catasto: se non cambiano le aliquote rincari dal 500 al 900%

Pubblicato il 18 Aprile 2012 13:01 | Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2012 13:08

ROMA –  Imu e riforma del catasto: a parte la nuova Imu, con i nuovi parametri il rischio è che la fiscalità sugli immobili “potrebbe andare fuori controllo” (lo sostiene Saverio Fossati sul Sole 24 Ore di oggi). Quanto fuori controllo? I valori patrimoniali (quanto vale una casa) legati ai valori di mercato attualizzati subiranno incrementi che per un immobile in zona semicentrale a Milano potranno essere dell’ordine del 30% . Sulle rendite catastali (l’imponibile ai fini della tassazione), scontata la riduzione delle spese per la manutenzione straordinaria, le assicurazioni, l’amministrazione, senza correttivi su aliquote e moltiplicatori dell’Imu attuale, gli incrementi volerebbero a tre cifre, come a Roma, cui si potrebbe arrivare a picchi di maggiorazioni del 900%. Una cifra spropositata.

Per circoscrivere l’allarme, partiamo dalle rassicurazioni del Governo. Il viceministro dell’Economia Vittorio Grilli promette che l’obiettivo è una riforma a parità di gettito previsto: “Una volta adeguati i valori patrimoniali (ci vorranno almeno 5 anni per raccogliere i dati) a quelli di mercato, se aumenta il valore le aliquote saranno abbassate”. Il Sole 24 Ore calcola che se questo valore dovesse venir usato per l’Imu o altre imposte, le aliquote dovrebbero contestualmente essere abbassate almeno del 30% per consentire quella parità di gettito finale evocata e evitare nuovi aggravi. Allo stato delle cose, però, il nuovo catasto fa paura.

Come funziona la riforma? Le abitazioni non saranno più misurate con i vani ma utilizzando il parametro dei metri quadrati a valori di mercato aggiornati ogni triennio. Per dire, la nuova Imu è sì rivalutata ma considera ancora le stime catastali basate sui valori di mercato del biennio 1988/89. Per ora, grazie alla rivalutazione del 60% del valore delle case, la previsione di gettito fiscale per lo Stato si attesta a 21,4 miliardi di euro: con la riforma il gettito resterà invariato ma la maggiore adesione degli imponibili ai valori di mercato sanerà le ingiustizie distributive attuali, che sono ancora rilevanti.

Il problema è che tutte le imposte sono basate sulla “rendita catastale”. Sarà applicata una riduzione consistente, anche del 50%, per le spese. Sostiene ancora Saverio Fossati, “a questo punto il valore annuo al metro quadro verrà moltiplicato per la superficie e il risultato, che è poi la redditività al netto delle spese ma al lordo delle imposte, sarà la rendita catastale. La differenza con il vecchio sistema, basato sui vani, è ovviamente abnorme e qui si dovrà ripensare completamente tutto il sistema dei moltiplicatori attualmente in uso non solo per l’Imu ma anche per le imposte su compravendita, successione, costituzione di diritti reali”. Insomma, per usare l’espressione utilizzata dal direttore del Censis, toccherà trovare un argine alla voracità dell'”idrovora” dell’Imu.