Manovra, stop ai fondi a giornali di partito e diocesani

Pubblicato il 7 Dicembre 2011 8:45 | Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre 2011 8:45

ROMA – La manovra del governo Monti arriva anche sull’editoria: nel decreto legge firmato il 6 dicembre dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è infatti contenuto lo stop ai contributi diretti ai giornali, con particolari ripercussioni, sottolinea La Stampa, sui giornali di partito, delle cooperative e delle diocesi, cioè le pubblicazioni che percepiscono contributi diretti e che non hanno molta pubblicità.

Dal gennaio del 2012 il governo lavorerà per riformare il regolamento per l’assegnazione dei fondi, e dal 2014 dovrebbero partire i nuovi criteri per l’assegnazione delle risorse, con effetti sulle erogazioni dal 2015. I risparmi così ottenuti asranno destinati alla ristrutturazione delle aziende già destinatarie della contribuzione diretta, all’innovazione tecnologica del settore, a contenere l’aumento del costo delle materie prime, all’informatizzazione della rete distributiva.

Negativa la reazione della Federazione nazionale della stampa,che denuncia centinaia di testate a “rischio-asfissia” e migliaia di posti di lavoro in pericolo: “Invece di correggere vecchie scelte, il governo si limita a registrare il disastro”.

Sottolinea il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni: “Le risorse destinate all’editoria “erano già risibili e con l’ultima manovra del governo Berlusconi sono state tagliate da 170 milioni di euro a 45 per il 2012: già così avrebbero provocato tante chiusure, ora prevedendo la cessazione del contributo diretto, nessuna banca farà più credito e la chiusura sarà massiccia e immediata”.  Secondo la Cgil la conseguenza sarà “il tracollo di un settore che fattura 500 milioni di euro, migliaia di lavoratori licenziati, in mobilità o in cassa integrazione sia nelle testate che nell’indotto e che con le nuove norme previdenziali difficilmente arriveranno a pensione”.