Microsoft vince la battaglia contro i cinesi “pirati” di software

Pubblicato il 23 Aprile 2010 17:40 | Ultimo aggiornamento: 23 Aprile 2010 18:19

Bill Gates

Grandi festeggiamenti venerdi a Redmond. Da un lato Microsoft ha chiuso il primo trimestre dell’anno con utili sopra le stime – 45 centesimi ad azione (3 in più rispetto alla previsioni) e ricavi pari a 14,5 miliardi (+6,2% annuo) ,  dall’altro il colosso ha messo a segno una vittoria legale dal sapore storico.

Una corte di Shanghai ha infatti decretato che una compagnia assicurativa locale dovrà pagare 318 mila dollari di danni all’azienda per l’utilizzo di copie illegali di software targato Microsoft. Una sentenza che fa notizia, e crea un precedente più che interessante per le softwarehouse occidentali, e non solo perché – come commenta un portavoce della multinazionale – “per la prima volta abbiamo portato a giudizio una grande azienda cinese e abbiamo ottenuto con la vittoria la cifra più alta mai ottenuta in Cina per danni”.

Come spiega in Financial Times, dietro alla Dazhong Insurance ci sono diverse compagnie di proprietà statale, e il buon esito del processo significa che la collaborazione del Governo cinese per sradicare il fenomeno della pirateria nel Paese non è solo di facciata. Un lavoro di sinergia tra il Public Security Bureau locale e i marchi occidentali che è esordito nel 2007 – con lo zampino dell’Fbi – proprio con un’operazione che portò al rastrellamento di software Microsoft contraffatto per un valore di due miliardi di dollari.

Secondo la Bsa, la Business software alliance, i produttori di programmi per computer nel corso del 2008 hanno dovuto fronteggiare in Cina perdite per 6,67 miliardi di dollari a causa della pirateria informatica. Un dato importante, che diventa ancor più sorprendente se si pensa che è di almeno il 10% inferiore rispetto a quanto accadeva fino a qualche anno prima.

“La battaglia che stiamo portando avanti nel Paese sta dando i suoi frutti”, commenta Yao Xin, responsabile Bsa in Cina. “E questa vittoria legale sarà un bel campanello d’allarme per tutte quelle grandi imprese cinesi che ancora continuano a usare software contraffatto”.