Torino, i vertici del Pd si giocano “l’asso” Fassino per superare l’incubo delle primarie

Pubblicato il 3 Dicembre 2010 18:19 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2010 18:19

Se la base ha finora sovvertito le indicazioni dei vertici, a Torino le alte sfere del Pd potrebbero calare la “longa manus” per imporre finalmente un candidato “vincente” alle primarie. Potrebbe essere questa, infatti, una delle chiavi di lettura per la probabile candidatura di Piero Fassino alla poltrona di primo cittadino. Ed è stata proprio questa l’interpretazione data dal Riformista, in un articolo dell’1 dicembre non firmato (e quindi probabilmente scritto, o almeno sottoscritto, dal direttore Antonio Polito).

Secondo quanto riportato nell’articolo, “l’asse Chiamparino-D’Alema a favore dell’ex segretario Ds sembra confermare il sospetto che, per tutte le poltrone che contano, a sinistra si mobilita una nomenclatura che finisce per spartirsi come in un valzer i principali incarichi. Una sorta di mutuo soccorso che, nel caso in questione, è rafforzato dai vincoli della comune militanza passata”.

Quello che i vertici democratici vogliono evitare è probabilmente un nuovo “caso Milano”, dove le primarie sono state vinte dall’indipendente Pisapia in volata sul “prescelto” (dal partito, ma non dagli elettori) Boeri. Anche se, viene sottolineato nel pezzo del Riformista, “Là il Pd ha semplicemente sbagliato candidato: Giuliano Pisapia era sin dall’inizio il candidato più meritevole di appoggio e più popolare. L’errore è stato inventarsi la candidatura Boeri”.

Invece in questo caso Fassino potrebbe riuscire nell’impresa di mettere d’accordo il “Palazzo” e la piazza, evitando un nuovo “effetto Vendola” (e sinceramente non si vedono al momento alternative “forti” all’ex segretario Ds). Fassino, in questo senso, potrebbe essere un buon “collante” in assenza del candidato designato in un primo momento (e poi ritiratosi) Francesco Profumo. Il rettore del Politecnico avrebbe infatti garantito l’appoggio dei centristi, mettendosi al riparo da eventuali “sorprese” per quella che comunque rimane una delle ultime “roccaforti” del centrosinistra nel Nord Italia. Ma, alla fine, anche il nome di Fassino potrebbe far convergere sulla coalizione le simpatie dei casiniani.