Editoria, Rcs: debutta in cda Giuseppe Rotelli, primo azionista fuori patto

Pubblicato il 16 Dicembre 2010 21:40 | Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre 2010 21:40

Antonello Perricone

Piano triennale Rcs MediaGroup all’esame del consiglio di amministrazione del gruppo editoriale il 17 dicembre a Milano, con il previsto debutto anche del primo azionista fuori patto, Giuseppe Rotelli. L’imprenditore della sanità, azionista Rcs con l’11% dei diritti di voto, sino ad ora era stato rappresentato in Cda da Marco De Luca. Ma dopo le dimissioni di quest’ultimo, il consiglio Rcs dovrà tecnicamente portare come primo punto all’ordine del giorno il reintegro del board, mantenendo la rappresentanza degli azionisti di minoranza prevista dalla legge e votare quindi l’ingresso di Rotelli (al secondo posto della lista di minoranza), che quindi parteciperà già al resto della riunione sul piano.

Oltre alla sostituzione di De Luca, il 17 dicembre dovrà venir anche nominato un secondo consigliere indipendente, dopo la recente scomparsa dell’avvocato Berardino Libonati.

Il nuovo piano Rcs sembra arrivare in un momento abbastanza tranquillo tra i grandi soci del gruppo editoriale – per quanto possibile in una compagine così variegata -, e non è prevista una precedente riunione del patto. Il piano era comunque stato già affrontato dall’ad Antonello Perricone per somme linee, non ancora pienamente operative, in una riunione con i grandi soci a settembre.

In occasione del Cda della Rcs Quotidiani, Perricone avrebbe poi illustrato ai soci più influenti del patto che ne fanno parte, della primavera scorsa, il piano per la parte di competenza della controllata. Così come avrebbe fatto il 15 dicembre al Cda della Libri e, il giorno dopo, a quello della Periodici. Nei mesi scorsi sono circolate a più riprese voci di cessione della Rcs Periodici, ma non ci sarebbero ipotesi in tal senso. Così come sarebbero esclusi eventi particolarmente straordinari a piano, o nuovi tagli al Corriere della Sera, dopo che – più in generale – già il piano di efficienza avviato a suo tempo ha portato risultati con largo anticipo.

L’impegno di Perricone è comunque per un piano all’insegna della “discontinuità e innovazione”, come anticipato, e domani alzerà il velo sulle strategie con cui intende far crescere l’azienda. Sul fronte dell’azionariato, i due principali azionisti Mediobanca (13,69%) e Fiat (10,29%) hanno confermato il proprio sostegno ai piani di rilancio dell’azienda. Mentre pacchetti importanti non sindacati sono in mano anche a Toti e Benetton (entrambi con il 5,1%), periodicamente qualcuno tra i grandi soci del patto caldeggia un allargamento dell’accordo anche a Rotelli, ma il tema non sembra per ora d’attualità. E mal si concilia con il desiderio dei primi soci del patto di ridurre le quote sindacate aumentando il flottante del titolo.

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