Russia, a 5 anni dall’omicidio Politkovskaia il mandante è ancora ignoto

Pubblicato il 7 Ottobre 2011 16:49 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2011 17:06

Anna Politkovskaya

MOSCA, 6 OTT – A cinque anni dall’omicidio della giornalista di opposizione Anna Politkovskaya, che ricorrono nel giorno del cinquantanovesimo compleanno del premier Vladimir Putin, non è ancora stato individuato il mandante.

Non si è saputo neppure il movente, anche se legato sicuramente all’attività professionale svolta per il giornale ‘Novaia Gazeta’, dalle cui pagine criticava il potere di Putin, gli abusi del leader ceceno Ramzan Kadyrov, le violenze delle guerre russo-cecene, la corruzione dei burocrati.

Nell’ultimo mese, però, gli investigatori sembrano aver fatto qualche passo avanti. Non solo formalizzando le accuse contro l’ex tenente colonnello Dmitri Pavliucenkov, fermato a fine agosto, ma anche con la parziale ricostruzione della catena della preparazione del delitto risalendo allo zio del presunto sicario: Lom-Ali Gaitukaiev, che era stato sentito come teste nei processi precedenti e che nei giorni scorsi è stato condotto a Mosca per essere interrogato, probabilmente nella nuiva veste di indagato.

Gli inquirenti, le cui indagini sono state prorogate sino al prossimo 7 dicembre, hanno contestato all’ex ufficiale il concorso nell’omicidio su commissione da parte di un gruppo di persone con un movente legato all’attività professionale della giornalista.

Pavliucenkov all’epoca era responsabile della sezione pedinamenti della polizia di Mosca e avrebbe fatto parte di un gruppo criminale insieme ad un altro dirigente della polizia moscovita, Serghiei Khadzhikurbanov, e ai tre fratelli ceceni Makhmudov, tra cui Rustam, il presunto esecutore materiale arrestato lo scorso maggio dopo una lunga latitanza. I suoi due fratelli, Dzhabrail e Ibragim, erano stati assolti in primo grado nel 2009 insieme a Khadzhikurbanov, ma ora sono di nuovo indagati con Rustam nella nuova inchiesta in corso.

A mettere insieme e a guidare l’intero gruppo, su richiesta di una persona non ancora identificata, sarebbe stato tuttavia proprio Lom-Ali Gaitukaiev, lo zio dei fratelli Makhmudov, poi però arrestato: nel febbraio 2008 è stato condannato da un tribunale di Mosca a 15 anni di reclusione per aver partecipato all’ omicidio su commissione di un imprenditore ucraino. L’uomo, che ora ha 50 anni, era considerato il capo di una banda cecena specializzata in estorsioni, sequestri di persona, traffico di armi e droga e delitti su commissione. Potrebbe essere lui l’anello che porta al mandante.