Salute, al sud 6 donne su 10 non fanno la mammografia

Pubblicato il 3 Ottobre 2011 12:04 | Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre 2011 12:04

ROMA – La prevenzione salva la vita ma su questo l’Italia è ancora a due velocità, soprattutto se si tratta della salute delle donne. Al Sud, infatti, ‘prevenzione’ resta, ancora troppo spesso, uno sterile slogan sulla carta se ben 6 donne su 10 non fanno, ad esempio, la mammografia, esame di base per prevenire il tumore al seno. E tassi sotto la media nazionale si registrano anche per altri esami diagnostici come il pap test o lo screening mammario. ‘Prevenzione-cenerentola’, dunque, nel Meridione, mentre al Nord si registrano tassi di accesso agli esami di screening femminili anche oltre il 70%. Una differenza allarmante che rende, di fatto, le donne che vivono nelle regioni meridionali molto più a rischio di ammalarsi di varie patologie rispetto alle connazionali residenti al Nord. La denuncia, dati alla mano, arriva dal Libro bianco 2011 ‘La salute della donna’ dell’Osservatorio nazionale sulla salute della donna ONDA.

Una realtà denunciata di recente dallo stesso ministro della Salute Ferruccio Fazio: “La prevenzione ha portato in questi anni ad una drastica riduzione della mortalità per cancro al seno, e questo grazie all’intervento precoce. L’accesso alla mammografia e allo screening mammario rappresenta dunque una realtà importante ma, purtroppo – ha sottolineato Fazio – ancora a macchia di leopardo sul territorio”. In questo senso, ha riconosciuto il ministro, “è importante l’azione del volontariato”. E’ il caso, ad esempio, della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) che, per tutto il mese di ottobre, promuove la Campagna Nastro Rosa contro il cancro al seno, offrendo visite specialistiche ed esami strumentali senologici nei 395 punti-ambulatorio sul territorio nazionale. Ma se una mano arriva dalle associazioni, resta il dato allarmante della scarsa prevenzione al Sud, come dimostra il Rapporto Onda:

– NEL MERIDIONE MAMMOGRAFIA ‘SCONOSCIUTA’ PER 6 DONNE SU 10: Nel 2005 il tasso di mammografia per le donne di 40 anni e oltre è stato del 56,3% con punte massime a Bolzano (70,9%), Emilia Romagna (69,8%) e Trento (69,7%). Le regioni del Sud presentano invece valori sotto la media nazionale, con i tassi più bassi per la mammografia registrati in Campania (36%), Calabria (36,1%) e Sicilia (36,9%). Fanno eccezione, registrando valori più alti per le donne laureate, il Molise, l’Abruzzo e la Basilicata (rispettivamente 67,2%, 70,7%, 76,3%). In generale i tassi per questo esame aumentano progressivamente con il grado di istruzione, raggiungendo il 66,9% nelle donne laureate.

– SCREENING MAMMOGRAFICO, 90% ESAMI AL NORD: Nel 2008, le donne invitate mediante programmi di screening mammografico sono state complessivamente 2,50 milioni e gli esami effettuati sono stati 1,35 milioni. Purtroppo, rileva il rapporto, solo poco più del 10% di questi sono stati effettuati nelle regioni del Sud e Isole, anche se dal 2000 è comunque in aumento la percentuale di donne meridionali inserite nei programmi di prevenzione.

– PAP TEST, ANCORA POCO DIFFUSO TRA LE PIU’ GIOVANI: E’ ancora scarsa la copertura con pap test (per prevenire il tumore alla cervice uterina) tra le più giovani (25-34 anni) che raggiungono la media nazionale del 54,7%. Più alta la copertura tra le donne più anziane, con il 76,7% tra quelle di 55-64 anni. E resta forte il divario Nord-Sud, con tutte le regioni meridionali sotto la media nazionale (pari al 64,7%). Il valore più alto si registra a Bolzano (85,4%), quelli più bassi in Calabria (41,8%) e Sicilia (44,7%).