Arriva la SuperTac che predice gli attacchi di cuore

Pubblicato il 14 Aprile 2010 16:40 | Ultimo aggiornamento: 14 Aprile 2010 21:16

Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte nei paesi occidentali, con un totale di due milioni di decessi all’anno nella sola Unione Europea. In Italia 240 mila persone (di cui 110 mila circa sono uomini e 130 mila donne) muoiono per malattie dell’apparato cardiocircolatorio. Per questo la priorità assoluta degli istituti di ricerca è la prevenzione, favorendo l’adozione di adeguate politiche a livello nazionale, consentendo ai cittadini di compiere scelte più sane per i loro stili di vita e mettendo a punto macchinari di ultima generazione in grado di tenere sotto controllo gli attacchi di cuore. Va proprio all’ Italia il merito di inaugurare macchinari sempre più avanzati per rivelare lo stato di salute delle coronarie e predire attacchi improvvisi, e che riesce a esportare in tutto il mondo.

In particolare, alla clinica Mater Dei di Roma è entrata in funzione una Tac (tomografia assiale computerizzata), la prima in Italia, che migliora notevolmente le prestazioni consentendo una eccezionale valutazione delle arterie coronarie. I risultati della Tac, che rappresenta una svolta nella diagnostica per immagini, sono strepitosi: velocità, risoluzione spaziale, apertura del tunnel e immagini tridimensionali sono solo alcune delle caratteristiche della macchina che verrà presentata il prossimo novembre al Congresso Mondiale di Cardiologia di Chicago.

Si supera così la SuperTac, messa a punto dall’ospedale San Gennaro di Napoli, considerata finora il top per la sua capacità di allestire sessantaquattro sezioni in cui il cuore “viene tagliato” in modo da essere proiettato su uno schermo da ogni angolazione. Non solo, dunque, per la diagnosi, ma soprattutto per la prognosi.

Con queste Tac di ultima generazione può essere evitata la coronarografia, una procedura invasiva oltre che molto costosa, con una bassa dose di raggi per il paziente e un tempo di esecuzione di circa dieci secondi. I candidati ideali alla macchina sono quelli con una sintomatologia che non rivela un’origina cardiaca del dolore. «Sarà così possibile distinguere i pazienti a più elevato rischio di eventi cardiaci da quelli che invece hanno coronarie indenni e per i quali la prognosi è eccellente: non svilupperanno alcuna patologia acuta nei successivi quattro anni», ha affermato Carlo Tedeschi, cardiologo del San Gennaro. Intanto, i pazienti sono ancora in attesa che venga avviato il programma di prevenzione annunciato dall’Asl Napoli 1, anche perché la nuovissima apparecchiatura a sessantaquattro strati giace al momento inutilizzata al San Giovanni Bosco.

*Scuola di Giornalismo Luiss