Digitale terrestre, Ue: “Contributo dell’Italia per il decoder è aiuto di Stato, va restituito”

Pubblicato il 15 Giugno 2010 10:56 | Ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2010 11:23

Il contributo italiano per l’acquisto dei decoder del digitale terrestre è un aiuto di Stato e deve essere recuperato: è quanto stabilisce la Corte di giustizia della Ue, che ha respinto un ricorso di Mediaset.

“Il contributo italiano concesso per l’acquisto o la locazione di decoder digitali terrestri costituisce un aiuto di Stato e deve essere recuperato”, si legge nella sentenza della Corte di giustizia della Ue. “La misura non è neutra dal punto di vista tecnologico e attribuisce alle emittenti digitali terrestri un vantaggio diretto a danno delle emittenti satellitari”.

In primo luogo il Tribunale dell’Unione europea afferma che la misura consentiva alle emittenti digitali terrestri e agli operatori via cavo, fra cui Mediaset, di godere di un vantaggio rispetto alle emittenti satellitari. Questo perché, per ottenere il contributo, era necessario acquistare un apparecchio per la ricezione di segnali televisivi digitali terrestri, e “un consumatore che avesse optato per un apparecchio che consentisse esclusivamente la ricezione di segnali satellitari, non avrebbe potuto beneficiarne”. Il contributo non rispondeva, quindi, al requisito della “neutralità tecnologica”.

Inoltre la misura ha incitato i consumatori a passare dal sistema analogico a quello digitale terrestre e, allo stesso tempo, ha consentito alle emittenti digitali terrestri di consolidare la loro posizione sul mercato, in termini di immagine di marchio e di fidelizzazione della clientela, spiega la Corte nella sentenza. In più, “la riduzione automatica del prezzo derivante dal contributo era tale da incidere sulle scelte dei consumatori attenti ai costi”.

Il Tribunale ritiene poi che “il carattere selettivo della misura abbia prodotto una distorsione della concorrenza tra emittenti digitali terrestri e emittenti satellitari”. Infatti, sebbene tutte le emittenti satellitari avrebbero potuto beneficiare della misura offrendo decoder ibridi (con tecnologia al tempo stesso terrestre e satellitare), “ciò avrebbe implicato per le medesime un costo supplementare che avrebbero dovuto ripercuotere sul prezzo di vendita ai consumatori”.

La Corte si è espressa oggi su un ricorso di Mediaset contro la Commissione Ue che già nel 2007, in seguito alle denunce presentate dalle emittenti satellitari (in particolare, Centro Europa 7 Srl e Sky Italia Srl), aveva stabilito che il contributo per i decoder era un aiuto di Stato e imponeva all’Italia di recuperarlo. Mediaset aveva quindi fatto ricorso alla Corte Ue, che oggi l’ha respinto.