Usa e Canada: BlackBerry bloccato? E’ pronta la class action

Pubblicato il 28 Ottobre 2011 14:43 | Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre 2011 14:52

CANADA – Una serie concatenata di grattacapi rischiano di pesare sui conti di Research in Motion, la società del BlackBerry. Dopo il black out avvenuto attorno alla metà di ottobre, sono arrivate le prime richieste di risarcimento danni per la mancata erogazione di servizi a pagamento.

Lunedì scorso è stata M. Blackette ad intrapendere un’azione legale, per un’ammontare danni pari a soli 1,25 dollari. La donna però, sponsorizzata dalla Consumer Law Group, rischia di pestare pesantemente i piedi al colosso canadese perché in sede giudiziaria è stato chiesto il riconoscimento di “class action” in nome di tutti i residenti del Canada che hanno un telefonino BlackBerry e hanno riscontrato un’interruzione di linea tra l’11 e il 14 ottobre.

Stessa sorte presso il Tribunale Federale di Santa Ana in California, ad adire le vie legali è statio Eric Mitchell, un residente di Sherman Oaks che ha fatto richiesta per un’analoga azione a nome di tutti gli utenti degli Stati Uniti. L’imputazione è di violazione contrattuale e negligenza da cui Rim avrebbe tratto un ingiusto profitto di almeno 3,4 milioni di dollari al giorno, stimati sulla base dell’importo che gli utenti pagano ai gestori telefonici.

Non è da escludere che siano in arrivo anche altre cause a protezione dei consumatori, non soltanto in Nord America. Non sono bastate le scuse di Rim che aveva offerto un pacchetto di free apps per un valore di oltre 100 dollari più un mese di assistenza tecnica gratuita per la clientela aziendale. “L’offerta non compensa in modo appropriato gli utenti che hanno pagato per servizi che non hanno potuto utilizzare” hanno specificato i promotori della class action canadese.

A completare il quadro di notizie negative si aggiunge anche la richiesta di una azienda del New Mex. ico che ha dato tempo a Rim fino al 31 ottobre per cambiare nome al nuovissimo sistema operativo BBX, in quanto già brevettato per il proprio software. Il titolo a New York prosegue il suo andamento schizofrenico, si temono esborsi clamorosi.