Vasco Rossi denuncia “Nonciclopedia” e il sito satirico chiude

Pubblicato il 3 Ottobre 2011 12:24 | Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre 2011 15:25

ROMA – Il sito di satira “Nonciclopedia”, versione satirica di Wikipedia, ha sospeso il servizio dopo una diffida giunta dagli avvocati di Vasco Rossi. “Incriminata” la pagina a lui dedicata che, a parere del rocker, conteneva elementi diffamatori. Il sito ha annunciato la sospensione mettendo un link per lasciare un messaggio “ringrazia anche tu Vasco Rossi”.

Stando alla ricostruzione dei fatti presentata dagli amministratori di Nonciclopedia, gli avvocati avrebbero mandato una diffida al sito nel febbraio del 2010, chiedendo di cancellare la pagina dedicata a Vasco perché gravemente diffamatoria. A questo punto Nonciclopedia si sarebbe dichiarata disponibile a eliminare le parti contestate ma da quel momento i legali del cantante non avrebbero più risposto.

Caso chiuso? Tutt’altro, perché da agosto di quest’anno gli admin del sito sono stati convocati dalla polizia postale. Da qui la decisione di sospendere il servizio. Ovviamente facendo un’uscita di scena nello stile di Nonciclopedia, ovvero con una ironica ricostruzione degli eventi e con un invito agli utenti a “ringraziare Vasco Rossi”.

Vasco Rossi: “La libertà di stampa non è offendere”. ”Difendersi dagli insulti che piovono in maniera gratuita e non si sa per quale motivo, non è solo lecito, e’ doveroso: libertà di stampa non è libertà di offendere”. La portavoce di Vasco Rossi, Tania Sachs, è intervenuta così per commentare la vicenda di Nonciclopedia.

”Piu’ di un anno fa – ha spiegato la Sachs – nel febbraio 2010, abbiamo sporto querela per diffamazione nei confronti del sito Nonciclopedia che degli insulti contro Vasco Rossi aveva fatto la sua bandiera. Insulti quotidiani e gratuiti, insulti a tempo perso e senza alcun motivo. A un anno e mezzo circa dalla denuncia per diffamazione il magistrato in questi giorni ha riscontrato che gli elementi di reato per diffamazione esistono tutti e lo ha comunicato alle parti. In seguito alla comunicazione del magistrato, gli ammministratori di quel sito hanno deciso autonomamente di chiudere il sito perche’ si sono evidentemente accorti di essere nel torto”.

Vasco Rossi, ha precisato la sua storica portavoce ”non ha mai chiesto la chiusura del sito, ha molto semplicemente chiesto al suo avvocato di difenderlo in sede giudiziaria dalla diffamazione, persistente. E’ evidente che non sono vittime, ed e’ un giudice a decidere che sussiste il reato per diffamazione, cosa ben diversa dal definirsi un sito di satira”.