Ad Aosta in mostra i capolavori collezionati dai nobili della famiglia d’Este

Pubblicato il 12 Giugno 2010 - 08:06 OLTRE 6 MESI FA

Evento culminante nel panorama della stagione espositiva in Valle d’Aosta, la mostra ‘Rinascimento privato. Aspetti inconsueti del collezionismo degli Este da Dosso Dossi a Brueghel’ presenta per la prima volta al grande pubblico la ricchezza e la varietà di una delle più antiche raccolte principesche europee.

L’esposizione è visitabile fino al primo novembre al Museo archeologico regionale di Aosta e visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 19. Tutte le opere sono concesse in prestito dalla Galleria Museo e Medagliere Estense di Modena, città in cui ebbe sede la corte degli Este dopo che la prima capitale, Ferrara, passò sotto il dominio dello Stato Pontificio.

Il percorso espositivo presenta capolavori dall’antichità romana fino al pieno Rinascimento, raccolti dalla nobile famiglia che deve le sue origini al Marchese Leonello (1407-1450) grazie al quale, alla metà del Quattrocento, Ferrara divenne il cuore della cultura umanistica trasformandosi in uno dei maggiori e più splendidi centri del Rinascimento. Il ‘cuore’ dell’evento espositivo è rappresentato da 500 gemme, mai esposte in precedenza, della ricca e varia collezione di Casa d’Este: lapislazzuli, ametiste, corniole, calcedoni e granati.

Gemme preziose, uniche, che con le loro forme e colori testimoniano provenienze anche esotiche quali Cipro, l’Anatolia, l’Afghanistan e l’isola di Sri Lanka. Le ricche raccolte numismatiche sono ben rappresentate da 117 monete d’oro, che alternano rari esemplari dal mondo punico fino al Medioevo bizantino, passando attraverso la più raffinata monetazione greca, fino alle emissioni d’oro della Roma imperiale. Infine, tra le sale dell’esposizione trovano spazio una trentina di altre opere tra affreschi, dipinti, bronzi di piccolo formato, trionfi da tavola.